“San Bernardo, evitiamo che la piazza diventi una piscina”
L'intervento dell'assessore Giuseppe Scrivo sulla situazione del quartiere periferico della città: "La zona è sicuramente presente nei progetti di riqualificazione"
La zona di San Bernardo, dimenticata dalle precedenti amministrazioni comunali, è sicuramente presente nei nostri progetti di riqualificazione urbanistica e di rilancio dell’attività agricole attraverso manifestazioni e fiere. Ricordo che la riqualificazione della zona di San Bernardo era presente nel famoso piano delle opere 2006, conferite dal Comune alla Seprio Patrimonio Servizi. L’investimento iniziale previsto era di circa 200.000 euro, in un periodo in cui i soldi c’erano e si potevano spendere.
Purtroppo nel 2008 l’opera di riqualificazione viene stralciata dal piano e sostituita da un’opera di pari importo, sotto la voce generica di manutenzione straordinaria. Nessun amministratore, in quell’occasione, si è opposto con veemenza e determinazione, nemmeno tra chi oggi siede nei banchi dell’opposizione e che ieri ha accettato lo stralcio nel silenzio più assordante. Se non cambiano le leggi vigenti, il Comune avrà seri problemi a spendere quattrini per le opere in corso. Si pensi che per rispettare il vincolo imposto al Comune di Tradate nel 2013, le entrate complessive devono essere maggiori delle Uscite per 1,1 milione di euro.
Inoltre, il bilancio del Comune di Tradate è appesantito dalle garanzie prestate alla Società Seprio, per mutui il cui importo complessivo è di 11,4 mln di euro. E questa è un’altra amara eredità lasciata da chi oggi giudica demagogicamente l’operato dell’attuale amministrazione. Probabilmente non avremo a disposizione 200.000 euro per riqualificare a dovere San Bernardo, ma da parte nostra ci attiveremo affinché la piazza antistante la Chiesa non si trasformi in una gigantesca piscina. E chiunque oggi suggerisca soluzioni o metta a disposizione le proprie competenze, dovrebbe interrogarsi su come abbia operato da Amministratore Comunale. Gli enormi problemi economici e finanziari, che l’Amministrazione Cavalotti dovrà fronteggiare, sono l’inevitabile conseguenza di precedenti e avventate decisioni collegiali.
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