58milioni di franchi per i comuni di confine

La delegazione svizzera a Roma ha annunciato l'avvenuto versamento dei ristorni per l'anno 2012. La lega dei Ticinesi: "L'ennesima calata di braghe"

58 milioni di franchi (più di 47milioni di euro) sono arrivati nelle casse del Ministero del Tesoro. A tanto ammonta il valore dei ristorni che la Svizzera ha versato all’Italia a titolo di compensazione finanziaria sugli stipendi dei frontalieri per l’anno 2012. L’ordine di pagamento dell’importo (precisamente 58.675.552,65 franchi) è già stato effettuato. Lo hanno comunicato ieri, a Roma, i rappresentanti della delegazione svizzera che hanno partecipato alla riunione bilaterale che si svolge ogni anno, secondo quanto previsto dall’Accordo italosvizzero del 1974. 

Le delegazioni a confronto – Per la parte italiana erano presenti alcuni rappresentanti del ministero dell’Economia e delle Finanze e delle regioni Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta, della provincia autonoma di Bolzano/Alto Adige, delle comunità montane della provincia del Verbano-Cusio-Ossola e dell’Associazione dei comuni di frontiera con il Cantone Ticino. La delegazione svizzera era costituita da rappresentanti delle amministrazioni delle contribuzioni dei Cantoni Ticino, Grigioni e Vallese e della segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali e del dipartimento federale degli Affari Esteri. Durante la riunione è stata illustrata la ripartizione – tra gli enti locali interessati – delle somme ristornate per l’anno 2010, sia le opere che sono state realizzate e che sono in fase di progettazione grazie ai contributi versati dalla Confederazione. La delegazione elvetica ha invece presentato, oltre al saldo del versamento effettuato, i dati relativi alla presenza dei lavoratori frontalieri nei cantoni di confine. 

Le reazioni della Lega dei Ticinesi – In una nota, il dipartimento delle Finanze del Canton Ticino ha precisato che la riunione si è svolta in «un clima di cordiale amicizia e fattiva collaborazione» e ha sottolineato «l’importanza per le zone frontaliere» degli accordi bilaterali del ’74 e del «contributo dei lavoratori frontalieri italiani all’economia svizzera». Tuttavia non tutti sono d’accordo con la posizione istituzionale. La notizia dell’avvenuto pagamento ha scatenato critiche immediate: «La Svizzera cala ancora le braghe» attacca il Mattino, il giornale della Lega dei Ticinesi. «La vogliamo capire – si legge sul sito leghista – che si tratta di accordi vetusti che vanno assolutamente rivisti? Ciò deve assolutamente avvenire al più presto tenendo in considerazione che l’attuale situazione non è sicuramente più quella di 35 anni fa».

I ristorni, arma di ricatto – Per il partito fondato da Bignasca i ristorni erano diventati uno strumento di rivalsa nei confronti dell’Italia. Era stata clamorosa, nel 2011, la presa di posizione del Canton Ticino che aveva deciso di bloccare la metà dell’importo dovuto all’italia in segno di rivalsa contro le politiche italiane in materia fiscale. 

Frontalieri in crescita – Secondo le rilevazioni dell’Ufficio federale di statistica, alla fine del secondo trimestre del 2013, i frontalieri in Canton Ticino erano più di 58.600 con un aumento di oltre il 6 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In totale, in Svizzera, sono attivi più di 276mila lavoratori frontalieri la maggior parte arrivano dalla Francia (circa 145mila), seguono gli italiani (circa 64.900).

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Redazione VareseNews
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Pubblicato il 25 Ottobre 2013
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