Giallo sulla microspia nell’auto di Reguzzoni
L'esponente politico leghista ha chiamato i carabinieri dopo aver visto dei fili elettrici penzolare da sotto il cruscotto della sua auto, parcheggiata in via Mameli. La procura indaga per tentato furto
L’ex-deputato ed ex-presidente della Provincia Marco Reguzzoni è stato protagonista nella giornata di lunedì, suo malgrado, di un giallo che ora gli investigatori dovranno risolvere. Mentre stava risalendo a bordo della sua Audi parcheggiata in via Mameli, infatti, l’esponente leghista si è accorto di alcuni fili che penzolavano sotto il cruscotto e ha chiamato i carabinieri di via XXV Aprile per capire se è stato vittima di un tentativo di furto o di un incursione da parte di qualcuno che potrebbe aver smontato una microspia dall’interno del veicolo. Ad un certo punto si è pensato anche che potesse trattarsi di una bomba. Il mistero è ora nelle mani del sostituto procuratore bustocco Nadia Calcaterra che ha aperto un fascicolo per tentato furto. Il deputato, come ha dichiarato al quotidiano locale La Prealpina, è convinto si tratti di una microspia che è stata smontata nel momento in cui il politico ha lasciato l’auto per recarsi dal dentista ma dalla Procura c’è il massimo riserbo sulla vicenda. Infine, su Facebook ha ringraziato i carabinieri per aver ritrovato la microspia.
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