Infiltrazioni mafiose, sciolto il comune di Sedriano

Per la prima volta in Lombardia un'amministrazione viene rimossa dal Consiglio dei ministri per la presenza della 'ndrangheta. Il sindaco Celeste era stato arrestato un anno fa con l'ex assessore regionale Zambetti. Molte le reazioni politiche

Il Consiglio dei Ministri ha disposto lo scioglimento dell’amministrazione comunale di Sedriano (Mi) per infiltrazioni mafiose. La cittadina della provincia di Milano diventa così il primo comune della Lombardia che subisce questo provvedimento, dopo che già un anno e mezzo fa il suo sindaco, Alfredo Celeste (foto a sin.), era stato arrestato insieme al padre ed al marito di due consiglieri comunali per reati gravissimi quali corruzione ed associazione mafiosa. Ora è stato rinviato a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare per corruzione propria.
L’indagine che riguarda l’amministrazione del Comune milanese è quella che ha portato in carcere anche l’allora assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti, accusato di aver comprato i voti alle elezioni regionali dalla ‘ndrangheta. L’indagine risale all’ottobre del 2012, giusto un anno fa, e ha fatto emergere un controllo territoriale diffuso in tutta la zona dell’Altomilanese da parte della cosca dei Di Grillo – Mancuso. A tirare le fila sarebbero stati il medico Marco Scalambra, marito della consigliera di maggioranza Silvia Stella Fagnani, e l’imprenditore dell’oro Eugenio Costantino, padre dell’altra consigliera Teresa Costantino. Entrambe elette nelle liste a sostegno di Celeste nel 2009. Diversi gli episodi corruttivi che vengono addebitati al sindaco, al medico e all’imprenditore.

Dopo la revoca della misura di custodia cautelare, però, Alfredo Celeste era tornato al suo posto e non ha mai pensato alle dimissioni, respingendo al mittente qualsiasi episodio a lui addebitato. Ad aprile di quest’anno è arrivata la commissione ministeriale per valutare lo scioglimento che è arrivato puntuale, insieme a quello di Cirò Marina, in Calabria, per gli stessi motivi.

La deputata del Partito Democratico onorevole Maria Chiara Gadda commenta il provvedimento del governo: «Sedriano è il primo comune della Lombardia sciolto per infiltrazioni mafiose: della serie la mafia al Nord non esiste. Per combattere questo cancro che limita lo sviluppo del nostro paese è necessario prima di tutto conoscere come opera la criminalità organizzata e dove si annida, quale è il terreno di conquista»

Il Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo: «La notizia dello scioglimento del Consiglio comunale di Sedriano ci esorta a tenere sempre più alta la guardia sul tema della presenza della criminalità organizzata in Lombardia. Questi fatti non possono essere mai sottovalutati, ma non devono neppure diventare oggetto di strumentalizzazioni politiche. Il Consiglio regionale ha istituito all’inizio di questa Legislatura la Commissione speciale Antimafia proprio per sottolineare una particolare attenzione a questo tema. Non bisogna però -conclude Cattaneo- incorrere in strumentalizzazioni come sembra voler fare chi si è affrettato a definire la Lombardia addirittura ‘terra di Calabria’. Non abbassiamo la guardia, ma non cadiamo in superficiali e improprie generalizzazioni».

Il coordinatore lombardo del Pd Alessandro Alfieri: «Lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Sedriano è un episodio gravissimo. La Lombardia purtroppo, come denunciamo da tempo, è territorio di conquista di vecchie e nuove mafie, basti ricordare che il Comune di Desio solo tre anni fa e’ caduto per infiltrazioni mafiose e che la precedente Giunta di centrodestra al Pirellone e’ caduta per un’inchiesta sulla compravendita di voti. La Lombardia, lo dicono i dati forniti dal Ministero dell’Interno, è la regione con il maggior numero di beni confiscati alla mafia. Segno che qui le organizzazioni criminali hanno radici profonde. Non possiamo più permettere questa penetrazione capillare».

«Lo scioglimento del Comune di Sedriano – dichiara, infine, Sergio Cannavò, responsabile Ambiente e Legalità di Legambiente Lombardia – costituisce l’ennesima conferma del pericolo che le nostre comunità stanno correndo: vivere in territori dove le scelte più importanti, come la pianificazione e la gestione del territorio, sono condizionate da interessi illegali che ovviamente non rispondono all’interesse comune, ma alle mire speculative e di riciclaggio di denaro sporco dei clan e dei loro emissari o alleati politici».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 16 Ottobre 2013
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