Franco Agnesi ordinato vescovo

In Duomo l’ordinazione episcopale di tre nuovi vescovi. Presenti anche il prefetto Zanzi e il vicesindaco di Varese Baroni. Prima messa per il neovescovo al Sacro Monte di Varese

Domenica 29 giugno in Duomo l’arcivescovo di Milano il cardinale Angelo Scola ha presieduto l’Ordinazione Episcopale di tre nuovi Vescovi ausiliari: Franco Agnesi, Paolo Martinelli e Pierantonio Tremolada. Presenti – come con consacranti – il cardinale Dionigi Tettamanzi e il vicario generale, monsignor Mario Delpini, insieme ad altri venti Vescovi e il ministro generale dei Cappuccini, Fra Mauro Johri.
Non mancano le autorità civili: il governatore della Regione Maroni, il consigliere regionale Fabio Pizzul e i sindaci di alcuni paesi e città – Busto Arsizio, Cesano Boscone, Macherio, Lissone, per Varese c’è il vicesindaco Baroni e il prefetto Zanzi – cui sono legati per nascita o servizio i vescovi eletti. Presente anche il rettore dell’Università Cattolica professor Franco Anelli.
I tre sono presentati al cardinale Scola con la lettura della Lettera apostolica per la nomina episcopale firmata da papa Francesco.

A tutti, in un silenzio pieno di raccoglimento, si rivolge l’Arcivescovo Scola: «Con questa scelta il Santo Padre Francesco intende sostenere la vita delle nostre comunità nel compito di percorrere tutte le vie dell’umano abitando, senza indugio, il campo del mondo», dice subito.
L’invito è a riflettere sulla figura stessa del Vescovo, “colui che regge e guida”, come recita la preghiera di Ordinazione. «Annunciare il Vangelo non è un vanto, ma una necessità che si impone specie – riflette Scola – in un tempo di movimentata transizione come il nostro in cui non è assente un sentimento religioso, tanto diffuso quanto generico, che finisce spesso per svigorire la forza vitale della fede, impedendole di proclamare, confessare, proporre l’imponenza di Dio nel quotidiano della vita degli uomini».

In una realtà che fa fatica riconoscere la necessità di Cristo, è assolutamente fondamentale trasmettere la fede, continuare a credere in quel “Seguimi” che chiede il Signore, con un testimonianza libera di amore, a Pietro e, attraverso i secoli, a coloro che si inseriscono nella Successione Apostolica come a tutti i battezzati.

Da qui, il compito che il Cardinale ricorda ai tre nuovi Vescovi: «Siete inviati per infondere speranza in un tempo pieno di fatica a tutti gli uomini e le donne. Amate incondizionatamente la Chiesa di Dio e la Chiesa ambrosiana, amate le donne e gli uomini delle terre milanesi e ne sarete riamati. Il vostro ministero sia tutto in funzione di questa ansia santa della Chiesa ambrosiana che vuole proporre a tutti Gesù, luce delle genti».

Poi, gli impegni degli eletti: il “Sì lo voglio”, le Litanie, l’imposizione delle mani da parte di tutti i Vescovi, il porre il libro dei Vangeli aperto sul capo dei neo eletti, l’unzione crismale, la consegna dl Vangelo, dell’Anello, della Mitra e del Pastorale. Un lungo applauso accompagna la conclusione della Liturgia dell’Ordinazione e lo scambio della pace.

Infine, dopo aver attraversato il Duomo benedicendo i fedeli, i tre Ausiliari prendono brevemente la parola. «In questi giorni più volte ho considerato la mia vocazione a essere sempre un “vice”», spiega il neo vescovo monsignor Agnesi, «lo sono stato come Assistente dell’A.C. come Pro vicario generale della Diocesi, anche come parroco, perché a Cesano Boscone e a Busto Arsizio le parrocchie sono dedicate a San Giovanni Battista e più vice di lui non si può. È bello essere vice, assistente, vicario e ausiliare. È bello collaborare e condividere, stringere legami e alleanze. Vivendo così e collaborando con Gesù, cresce in noi il desiderio di strare in comunità e di ritrovarci tutti in paradiso. Rispondendo la mia vocazione a essere “vice”, voglio ripeterle, Eminenza, che sono contento di essere vicario e ausiliare».

Martinelli, che apre il suo discorso con il tradizionale saluto francescano “Pace e bene a tutti”, sottolinea il suo grazie per tante e diverse esperienze maturate nella vita di sacerdote, da ragazzo cresciuto a Milano nelle popolose parrocchie di Santa Maria di Lourdes e della Trinità, per l’incontro con don Giussani e per la passione per il carisma di san Francesco «in cui ho visto risplendere l’umiltà amorosa di Dio», per gli studi e gli impegni romani.
Il pensiero è anche per monsignor Padovese, ucciso in Anatolia quattro anni fa – «amico, Vescovo e confratello», di cui infatti Martinelli porta tra le mani il Pastorale – e per la Fondazione “Sacra Famiglia”, «un’esperienza indimenticabile con i disabili che mi hanno fatto vedere il volto della perfetta letizia di cui parla Francesco».

«Che il Signore non scelga in base ai meriti, lo so guardando a me stesso», osserva mons. Tremolada. «Oggi la mia vita prende una forma nuova: entrare nella Successione apostolica è un dono che lascia senza parole e ciò che chiedo è di corrisponderlo con tutte le mie forze. Vorrei essere per sempre e solo un umile testimone della Parola di Dio. Abbiamo tutti bisogno oggi di maggiore speranza, di gioia e di bellezza: mi piacerebbe che il mio Ministero fosse a totale servizio di questa speranza nella Chiesa e con la Chiesa, specie per i più giovani».

E prima di un nuovo prolungatissimo applauso che accompagna la processione conclusiva, è il cardinale Scola che ricorda: «Diciamo il nostro grazie pieno di commozione per questo gesto che genera gioia e senza gioia non si può vivere. Il dono che il Santo Padre ci ha fatto è certamente un riconoscimento prestigioso della qualità del nostro Clero. Molti, tra i sacerdoti ambrosiani, sarebbero degni dell’Episcopato e quindi tutto il presbiterio gioisce oggi di questi tre Vescovi nostri collaboratori della fede. Sono grato alle autorità civili che hanno voluto essere qui, non come segno di tradizioni del passato, ma con un gesto che leggo come una grande speranza del futuro, segno che indica la valorizzazione di ogni soggetto presente nella società di oggi, tra cui centrale è la realtà ecclesiale».

Nel pomeriggio i tre festeggiati hanno celebrato la loro prima Messa da Vescovi ciascuno in un santuario mariano della Diocesi: Agnesi al Sacro Monte di Varese alle 16.45; Martinelli alla Madonna di Lourdes (via Induno 12, Milano) alle 18; Tremolada alla Madonna del Bosco di Imbersago (Lc) alle 18.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 28 giugno 2014
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