Lo scooter cinese non era un’imitazione della Vespa

Restituiti alla casa produttrice cinese gli scooter sequestrati, su richiesta della Piaggio, nel novembre 2013 dalla Guardia di Finanza all'Eicma di Rho. Secondo il Tribunale del Riesame di Varese sono modeli originali


Ve ne parlammo nel novembre del 2013: le Fiamme Gialle avevano sequestrato alcuni scooter di un marchio giapponese, ritenuti imitazioni della Vespa Piaggio, durante il salone del ciclo e motociclo che si svolge ogni anno alla fiera di Rho. Ora il Tribunale di Varese ha stabilito che quei modelli esposti non erano imitazioni ma scooter originali, sviluppati dalla Wangye Power con un designer spagnolo. Lo Studio Trevisan & Cuonzo, in collaborazione per gli aspetti penali con l’avvocato Antonio Bana, ha ottenuto dal Tribunale di Varese la restituzione al produttore Wangye Power di due scooter modello Eivissa. Il sequestro era stato effettuato a seguito della denuncia di Piaggio, la quale lamentava l’asserita contraffazione da parte del concorrente Eivissa del proprio marchio tridimensionale Vespa. La decisione del Tribunale di Varese riflette l’impegno di Wangye Power nel realizzare uno scooter originale, basato su una filosofia progettuale originale, frutto della collaborazione con un noto designer spagnolo.

A seguito della iniziale convalida del sequestro da parte del Tribunale del Riesame di Varese, Wangye Power aveva proposto ricorso in Cassazione sulla base della totale mancanza di motivazione del provvedimento di convalida. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rimandando alla Corte territoriale per una nuova decisione sul merito. Con la decisione pubblicata il 23 luglio, il Tribunale di Varese ha pienamente accolto le tesi difensive di Wangye Power, basate su un’accurata analisi tecnica degli scooter in questione e delle rispettive forme, confermando le rilevanti differenze esistenti e dunque l’assenza di contraffazione del marchio tridimensionale Vespa.

Il Tribunale ha affermato infatti che “alla luce dei raffronti fra i due veicoli delle diverse marche, con specifico riguardo alle caratteristiche del marchio tridimensionale Vespa, specificate nella documentazione allegata alla denuncia e anche graficamente illustrate in modo perfettamente chiaro dal consulente della difesa – raffronti cui non si può che rimandare, per non appesantire la motivazione dell’ordinanza – la fattispecie configurata non sembra essere integrata, poiché difettano i segni dell’usurpazione del titolo di proprietà industriale”.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 25 Luglio 2014
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