Uccise l’amico al camping: “Sono pentito”
Il delitto del camping di Azzate, oggi è stato ascoltato Maurizio Ammendola, che ha ribadito la tesi dell'accidentalità dello sparo

L’uomo che sparò a un amico al camping di Azzate, uccidendolo, è stato interrogato oggi dal gup Stefano Sala. Maurizio Ammendola, 48 anni, accusato dell’omicidio volontario di Marino Bonetti, coetaneo e vicino di casa nel residence Sette Laghi di Azzate, ha parlato per un’ora e mezza. Assistito dall’avvocato Gianluca Franchi, e interrogato anche dal pubblico ministero Sabrina Ditaranto, ha affermato di aver agito per incoscienza e perchè aveva bevuto.
AMMETTE LO SPARO, MA DICE CHE FU UNO SBAGLIO
Ha in pratica ammesso il delitto ma ha sostenuto che il colpo partì per sbaglio. Nel suo racconto ha ripercorso l’amarezza per la situazione di quei momenti, quando i residenti del camping stavano per essere cacciati. Lo sparò giunse al termine di una giornata particolare, caratterizzata da una tesa assemblea che sfociò anche in un consumo smodato di alcol.
Ammendola aveva investito i suoi soldi in quella casetta ma sopratutto credeva che la pistola fosse scarica e quando ha premuto il grilletto era convinto che scattasse a vuoto. L’indagato si trova agli arresti domiciliari, dopo un ricorso presentato dall’avvocato Gianluca Franchi.
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