Massacrato di botte dalla banda dei rom

I malviventi che trafugavano le colonnine self service dei benzinai hanno aggredito il proprietario di un trattore. Inseguimenti, spari e colpi a raffica

Erano capaci di effettuare anche 4 rapine in una sola notte. Emergono nuovi particolari dell’ordinanza che ha portato in carcere 8 persone della banda dei Rom, guidata da Romeo Cudorovic, 58 anni, milanese. Com’è noto, i banditi distruggevano con ruspe e camion le colonnine self service dei benzinai. Ma la loro attività era così febbrile che potevano arrivare anche a 4 colpi in una sola notte. Ma l’aspetto che forse era sfuggito ai più è anche l’agonismo criminale e la determinazione del gruppo. La notte del 7 marzo 2014, a Milano, il gruppo criminale veniva “intercettato” dalle forze dell’ordine dopo l’abbattimento di due colonnine di un distributore di carburante di Saronno: ne scaturiva un inseguimento per le vie cittadine, protrattosi per una decina di minuti.

GLI ARRESTI

L’autovettura, un fuoristrada, riusciva a scappare scavalcando aiuole e traversine tramviarie, per essere poi abbandonata nelle vicinanze di via Negrotto con all’interno le due colonnine, mentre gli occupanti si dileguavano con ogni probabilità entrando proprio nel campo nomadi. Il 6 luglio 2014 in una zona di campagna di Settimo Milanese, dopo essersi introdotti di notte in una azienda agricola per rubare un trattore, venivano sorpresi dal proprietario. L’uomo però veniva selvaggiamente aggredito e picchiato.

(foto, una rapina a Lonate Pozzolo)

I carabinieri del Reparto operativo di Varese hanno lavorato giorno e notte per poterli individuare. Hanno svolto continui appostamenti al campo nomadi di via Negrotto, e servizi ininterrotti di pedinamento delle autovetture “pulite”, talvolta hanno seguito i lunghissimi spostamenti degli indagati per individuare le stazioni di servizio: si trattava di accurati e minuziosi sopralluoghi per controllare gli orari di prelievo del denaro contante, conoscere e provare le vie di fuga, molte volte anche in aperta campagna, percorrendole di notte, a luci spente, ipotizzando eventuali blocchi stradali delle forze dell’ordine. I malviventi pattugliavano anche cantieri stradali o aziende agricole, dove poter rubare potenti camion, ruspe o trattori. Inoltre, è stato accertato che durante i colpi si dotavano anche di scanner sintonizzati sui canali utilizzati per le comunicazioni radio dai Carabinieri. Tutti i componenti dell’agguerrito “commando” sono gravati da numerosi pregiudizi di polizia per reati contro il patrimonio e in particolare sono “specializzati” nei furti. Nessuno di loro ha un lavoro regolare.

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Pubblicato il 16 Dicembre 2014
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