“Non siamo schiavi”. La protesta dei lavoratori delle cooperative di Malpensa

Molti devono ricevere ancora tfr, stipendi arretrati e cassa integrazione. L'ultima novità però riguarda l'addebito in busta paga delle somme per recuperare la cassa integrazione, soldi che i lavoratori non hanno mai ricevuto dall'Inps


«Non siamo sclavi». Non è un errore, perché Ndiaye è senegalese francofono e pronuncia la parola schiavo alla francese, «esclave», appunto. Gli altri intorno a lui, per lo più marocchini e pachistani, annuiscono mentre protestano davanti alla sede varesina dell’Inps. Sono i soci-lavoratori di alcune cooperative che operano nel settore della logistica all’aeroporto di Malpensa, dove i continui passaggi di appalti da una società all’altra mettono continuamente a rischio tfr, stipendi e cassa malattia. Nel caso di Ndiaye e di altri suoi colleghi, che guadagnano 1.400 euro al mese, si parla di arretrati che vanno dai 3.000 ai 5.000 euro. «Siamo soci solo quando c’è da pagare – commenta ironicamente il lavoratore – non quando c’è da guadagnare».
L’ultima sorpresa però riguarda gli ammortizzatori sociali, perché i lavoratori della S.L.T.M, cooperativa che a Cargo City opera su committenza di Alha Airport spa, si sono visti trattenere dalla busta paga delle somme con la seguente causale: «rec. somme verbale Inps». In pratica la società cooperativa ha chiesto ai lavoratori somme di danaro per recuperare la cassa integrazione in deroga, erogazioni che sarebbero state superiori al dovuto. «Siamo venuti alla direzione dell’Inps – spiega Antonio Ferrari, segretario dei Cobas–  perché ci troviamo di fronte a una grave anomalia: la ditta non puo’ sostituirsi all’ente di previdenza e chiedere quei soldi ai lavoratori, perché non ne ha titolo e diritto. Da quando in qua un’azienda è esattrice per conto dell’Inps? Ma la beffa è che le somme che la ditta vuole recuperare, non sono mai state corrisposte ai lavoratori, in quanto l’Inps non le ha mai pagate».
In buona sostanza, i lavoratori della cooperativa si sono visti decurtare dalle loro paghe soldi che non hanno mai ricevuto. Secondo il sindacato, inoltre, sarebbero indebite anche le trattenute effettuate ad alcuni lavoratori per «importi di malattia superiori al dovuto» questione su cui c’è una vertenza in atto. «Diamo atto alla direttrice dell’Inps Minerva non solo di averci ascoltato – continua Ferrari – ma di averci assicurato una risposta in tempi brevi, perché sulle questioni sollevate c’è già un verbale aperto con riserva. Il sistema delle cooperative è deleterio, noi in passato abbiamo sempre denunciato le situazioni dubbie». 
Il riferimento di Ferrari riguarda un’indagine per frode ed evasione fiscale, partita nel 2012 grazie a una segnalazione dei Cub e condotta dalla Guardia di Finanza, che coinvolse proprio due cooperative di logistica e servizi nel cargo di Malpensa. 

I soci lavoratori per risolvere i loro problemi hanno ancora un’arma: il diritto di voto in assemblea, determinante quando ci sarà da approvare il bilancio. Loro giurano che daranno battaglia, ma c’è chi invece è più scettico. «Il problema verrà aggirato – conclude Gaspare Mauro, delegato sindacale dei Cobas – facendo subentrare un’altra cooperativa. E solo chi sarà allineato avrà il posto di lavoro».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 dicembre 2014
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