Guido Petter, alle scuole luinesi copie del suo ultimo romanzo

L’Anpi di Luino ha deciso la donazione per la ricorrenza del 25 Aprile

Luino

L’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Luino, per ricordare e per far conoscere ai giovani studenti luinesi il docente di psicologia dell’Università di Padova Guido Petter – nato a Colmegna il 20 aprile 1927 e morto a Dolo, Venezia il 24 maggio 2011 – partigiano combattente, autore di decine di pubblicazioni e scrittore per ragazzi, ha deciso di regalare copie del suo ultimo libro “La prima stella – Valgrande ‘44” (Ed. Interlinea, Novara).

Si tratta di un breve romanzo, ambientato in una località del Lago Maggiore durante la seconda guerra mondiale. I protagonisti sono alcuni giovani minorenni spensierati che, in seguito al terribile rastrellamento effettuato dai fascisti e tedeschi nell’estate del 1944 nella Valgrande, sopra Intra, decidono di salire in montagna per unirsi ai partigiani per continuare con loro la lotta per la libertà d’Italia e per la caduta del fascismo.

Venti copie sono già state consegnate all’Istituto Comprensivo di Luino (distribuite nelle scuole medie di Luino, di Maccagno e Dumenza) e una copia a ciascuna delle biblioteche scolastiche degli istituti luinesi e cioè al Liceo “Vittorio Sereni”, all’Isis “Città di Luino–C. Volonté”, all’Istituto “Maria Ausiliatrice”, al Cfp e una copia alla vicina scuola media di Germignaga.

PETTER E LA SCUOLA MEDIA LUINESE
La scuola media di Luino, dal 2011, ricorda ogni fine anno la figura di Guido Petter, che studiò nel nostro istituto, e organizza la “biciclettata Guido Petter”, passeggiata storico-naturalistica in bicicletta lungo la Tresa e la Margorabbia. Quest’anno oratore ufficiale dell’Anpi nella manifestazione del 25 aprile, Festa della Liberazione, in piazza Risorgimento, sarà la sua dirigente Raffaela Menditto. Interverranno, come il solito, alcuni studenti. Uno di loro, per ricordare Guido Petter, leggerà questo suo pensiero sulla Resistenza, pubblicato dalla scuola media “Guido Petter” di Invorio (Novara), nel libro “La storia siamo noi” a pag. 70, e che pubblichiamo, in anteprima per i lettori del Corriere del Verbano.

«E la Resistenza è viva anche oggi, e non solo dove perdurano condizioni di oppressione, di misconoscimento dei diritti dei popoli e dei singoli.
Essa è, infatti, essenzialmente, un atteggiamento morale, è l’atteggiamento di chi non è disposto a tollerare ingiustizie, sopraffazioni, violenze (pensiamo, ad esempio, alla violenza della mafia o della camorra, in questi anni), e sente il “dovere d’iniziativa”, il dovere di prendere posizione, di intervenire contro i guasti che ha modo di contrastare nella vita pubblica, senza attendere che altri lo sollecitino a farlo.

E’ l’atteggiamento di chi si batte giorno per giorno, anche a livello del suo comune, del suo quartiere, del suo luogo di lavoro, della sua scuola, perché i valori della libertà, della solidarietà, della giustizia, del reciproco rispetto, dell’uguaglianza nelle opportunità per il pieno sviluppo della persona, del rifiuto della violenza come metodo di lotta in un regime democratico, siano sempre salvaguardati.

E’ l’atteggiamento di chi, anche quando su questo terreno le cose sembrano andare a rovescio, la partita sembra perduta, non abbandona mai la speranza e non cessa mai di lottare».

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 22 aprile 2015
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore