Marantelli: “Ho dato la mia disponibilità al partito”

L'onorevole è in campo per le primarie del centrosinistra a Varese. Oggi ha parlato del suo odg sui sindaci minacciati e della nuova legge anticorruzione

Daniele Marantelli

«Non ti nascondo che ho dato la mia disponibilità al partito. Io sono ormai in parlamento da alcuni anni, con incarichi anche molto gratificanti, ma se c’è bisogno di me… non mi tiro indietro».

L’onorevole Daniele Marantelli è pronto alla corsa per le primarie del Pd. Non lo ha annunciato ufficialmente, ma a margine della conferenza stampa che ha convocato per questa mattina, c’è il tempo di scambiarsi qualche opinione su quanto sta accadendo in città. Marantelli mette in guardia i suoi, la partita è aperta, non va considerata vinta anzitempo.

«Varese non è una realtà semplice – osserva – è una città particolare, che ha tante realtà diverse tra loro. Bisogna capire dove sta il popolo, e come sono fatti i quartieri. Sant’Ambrogio e San Fermo sono due mondi diversi, ad esempio, e non bisogna confonderli; così’ come non bisogna confondere i varesini nel loro complesso con qualche circolo della piccola borghesia. Se sottovalutiamo questi aspetti, rischiamo un brusco risveglio».

Il dado ormai è tratto e se il Pd a livello cittadino ha ormai deciso per le primarie in autunno, in vista delle elezioni amministrative a maggio dell’anno prossimo, la presenza di un nome rilevante come quello di Marantelli rende ancora più pepata la competizione interna. Oggi Marantelli ha presentato alla stampa un ordine del giorno recepito dal governo qualche giorno fa, in cui chiedeva che il Governo si attivasse per proteggere i sindaci minacciati in tutto il paese, ma facendo riferimento in particolare a quanto accaduto tragicamente a Laura Prati a Cardano al Campo, e ai segnali negativi di minacce giunti a Marco Colombo a Sesto Calende e all’assessore Fierravanti a Lavena Ponte Tresa.

Lo stesso Marantelli ha poi illustrato i punti più importanti della legge anticorruzione appena approvata in via definitiva dalla Camera il 21 maggio. E’ un provvedimento che inasprisce le pene per i reati di corruzione, concussione, peculato; torna il falso in bilancio, si alzano le pene per la corruzione in atti giudiziari, l’associazione mafiosa, vengono introdotti punti interessanti come il fatto che il patteggiamento per alcuni reati corruttivi sarà accettato solo se l’imputato restituirà il prezzo del profitto del reato, e così anche per la sospensione condizionale della pena. Inoltre chi ha violato le leggi sugli appalti e sulla corruzione non potrà concorrere per 5 anni.

«La corruzione è uno dei motivi principali del mancato sviluppo del paese – osserva Marantelli – e questa legge è davvero importante». E’ un provvedimento a cui Marantelli tiene molto e che vede tra i protagonisti oltre al presidente del senato Grasso, che ne fu il primo firmatario, Matteo Renzi, che proprio oggi ha firmato la legge, anche il ministro della giustizia Orlando, molto vicino al deputato varesino.

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2015
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  1. Scritto da emy64

    Lo sappiamo tutti che il pd ci tiene molto alla legge anticorruzione,al punto di candidare un condannato con una sfilza di processi alle spalle alle elezioni per la regione campania, giusto per fare un esempio…venga pura marantelli,varese ha bisogno di lei.

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