Via le riduzioni, sindaco e giunta tornano a “stipendio pieno”
È una delle prime delibere votate dalla nuova giunta. L'opposizione: "Vergognoso, costerà 20mila euro in più ogni anno". Il sindaco: "Impegnati a tempo pieno, ridurremo i costi delle consulenze e risparmieremo"
A Casorate sindaco e giunta comunale tornano “a stipendio pieno” e la scelta scatena lo scontro politico. Il ripristino delle indennità piene è stato uno dei primi provvedimenti adottati dalla nuova giunta guidata da Dimitri Cassani.
Secondo la delibera, il sindaco prenderà 2585,27 euro (lordi) al mese, il vicesindaco 1.292,64 euro, gli altri assessori 1.163,37 euro, i consiglieri comunali avranno un gettone di presenza di 16,76 euro a seduta. Una scelta che viene contestata duramente da Lista Civica Democratica, l’attuale opposizione che quando era maggioranza aveva attuato la riduzione del 40% delle indennità (ai tempi della prima giunta di Giuseppina Quadrio). «L’aumento dell’indennità è un passaggio amministrativo vergognoso: una cosa mai vista neppure in prima Repubblica» attacca Alessandro De Felice, ex assessore al bilancio nella giunta Quadrio. «L’hanno approvato ancora prima del bilancio» aggiunge l’ex vicensindaco Tiziano Marson, oggi capogruppo d’opposizione.
Il primo cittadino Dimitri Cassani, però, non si nasconde e rivendica la scelta fatta: «Innanzitutto noi abbiamo un assessore in meno, quindi uno stipendio in meno rispetto alla giunta precedente» premette il sindaco. «Con un assessore in meno il lavoro è aumentato, così le responsabilità». Cassani dice che già in passato aveva contestato la scelta di ridurre i compensi della giunta: «In tempi non sospetti avevo detto che era meglio avere indennità intera, se i risultati erano quelli che abbiamo visto negli anno passati. Meglio avere indennità piena, ma in cambio della presenza puntuale alle giunte» (Cassani contesta anche la scarsa presenza degli assessori della precedente giunta).
Su questo piano, Cassani richiama un principio generale: «È un concetto espresso anche da un sindaco come Laura Prati, del Pd: l’amministratore deve essere a disposizione dei cittadini per poter lavorare a tempo pieno. Essere lì, per chi come me è un libero professionista, è una perdita, al di là del valore che c’è sulla carta».
Quanto vale il ripristino delle indennità piene? Secondo Cassani l’impegno degli assessori consentirà di ridurre consulenze e altre spese aggiuntive. «Faremo i conti a fine anno, calcolando i costi complessivi anche con incarichi professionali e consulenze, ad esempio quelli per le spese legali. Alla fine il Comune avrà risparmiato». L’opposizione di Lista Civica Democratica invece mette sul piatto le cifre che derivano dall’attuale delibera: «83mila euro l’anno di costo complessivo, rispetto a 60mila euro della passata giunta: significa 20mila euro in più l’anno di spese in bilancio» dice Alessandro De Felice. «Ogni anno il sindaco costerà 12 mila euro in più, 8mila la giunta. E questo non tiene conto dei rimborso dei rimborsi che le aziende possono chiedere per i permessi. Tutte risorse che dovranno essere sottratti a servizi o interventi sul sociale».
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