Manager della Sanità bocciati. Maroni: “Adesso si cambia”

Dopo il terremoto che ha scosso la Sanità il presidente della Regione Lombardia annuncia cambiamenti radicali: "Prima di Natale nomineremo i nuovi direttori generali, poi saranno loro a nominare a cascata gli altri. Sarà loro la responsabilità e io li valuterò su questo"

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Terrò l’interim dell’Assessorato al Welfare finché sarà necessario. Prima di Natale nomineremo i nuovi direttori generali, poi saranno loro a nominare a cascata i direttori sanitari, i direttori amministrativi e i direttori socio sanitari: sarà loro la responsabilità e io li valuterò su questo, su come riusciranno a governare ogni singola struttura“.

Così ha spiegato il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, rispondendo ai giornalisti a margine della cerimonia alla stazione ferroviaria di Milano Porta Garibaldi per l’avvio del nuovo treno Coradia, circa cosa accadrà ora, dopo il “terremoto” che ha scosso la Sanità.

Ci sarà un cambio radicale perché più della metà dei manager saranno sostituiti, sulla base del merito, scelti da una commissione esterna guidata dal rettore Vago dove non ci sono interferenze da parte delle politica. La nuova sanità lombarda con questa riforma richiede requisiti nuovi e diversi, che sono quelli previsti dalla short list, per cui chiudiamo una pagina e ne apriamo un’altra“.

La vicenda cui si riferisce Roberto Maroni è quella del clamoroso esito del “quizzone” voluto dal trio di saggi incaricati da proprio da Maroni di scegliere i candidati migliori da inserire in una short list appunto, una rosa di cento nomi tra cui poter nominare i nuovi vertici delle strutture sanitarie lombarde.

Il problema è, ad esempio, che dei trentasei direttori generali che hanno partecipato al test, solo in 18 sono stati promossi, gli altri sono stati tutti “respinti”.

Nomi importanti, conosciuti che fino a ieri ricoprivano un ruolo significativo nella Sanità: direttori generali che hanno gestito aziende ospedaliere e aziende sanitarie lombarde e che invece la commissione ha giudicato “non idonei”.

Due i varesini eccellenti bocciati: Maria Cristina Cantù e Armando Gozzini, dg di Busto Arsizio che settimana scorsa era risultato primo il Lombardia per aver raggiunto gli obiettivi durante la sua gestione.

Hanno invece superato la prova i varesini Callisto Bravi, dg del Circolo, e Paola Lattuada a capo dell’Asl.

Promossa anche Elisabetta Fabbrini, direttrice amministrativa dell’azienda ospedaliera di Busto Arsizio; bocciati Giuseppina Ardemagni e Roberto Cosentina direttori sanitari di Gallarate e Busto.

Tra i varesini promossi Marco Onofri, dg al Sant’Anna di Como,  Giuseppe Rossi (“Gege”) capo del polo ospedaliero di Lodi e Carlo Nicora, dg all’ospedale Giovanni XXVIII di Bergamo. 

Non ha invece partecipato al “quizzone” Humberto Pontoni, dg di Gallarate che a fine mese andrà in pensione.

Insomma, la situazione è piuttosto incandescente ma il presidente Maroni a quanto pare ha le idee chiare e ha già preso decisioni su come muoversi nei prossimi giorni: “Si cambia musica, si cambia, schema, si cambia marcia. I manager nuovi avranno requisiti diversi e nuovi. Il metodo che ho scelto è un metodo coraggioso. Io rispondo di quello che succederà dal 1° di gennaio in avanti“.

 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 13 Dicembre 2015
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