Lo “Schumacher della scarpa” che fa miracoli

Fausto Gardellini lavora nella sua bottega di calzolaio dal 1994. "Un lavoro che regala grandi soddisfazioni e non risente della crisi". I suoi clienti arrivano anche dall'Australia

Lo Schuhmacher della Scarpa di Laveno Mombello

«Lui risolve tutti i problemi». Entrare nella bottega del Signor Fausto significa passare delle ore tra colle, tacchi, pezzi di cuoio e macchine rumorose. I clienti entrano ed escono, lasciano le loro scarpe e salutano. Fausto Gardellini conosce il suo mestiere, ascolta le richieste dei clienti e mentre parlano ha già una soluzione in mano.

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«E’ il migliore calzolaio di Laveno, noi veniamo dall’Australia e da quando l’abbiamo conosciuto portiamo qui a riparare le nostre scarpe», mi racconta una signora che da anni vive tra il Lago Maggiore e la “terra dei canguri”.

La bottega si trova in una piccola corte: «Ho aperto questo negozio nel 1994, prima facevo il meccanico» racconta mentre ripara il tacco di uno stivale. «Ho sempre avuto la passione per questo mestiere, quando ero piccolo abitavo a Castelveccana e passavo molto tempo dal signor Angiolino. E’ da lui che ho iniziato ad imparare i trucchi e le tecniche per poter riparare le scarpe».

Studia però come disegnatore meccanico e inizia a lavorare in Svizzera. Solo successivamente riprende a coltivare la sua passione: «Il lavoro non mancava ma quando avevo tempo tornavo in bottega. Ho imparato le tecniche e così ho potuto iniziare a fare il calzolaio e sono stato assunto al Centro Commerciale di Cocquio. Sono rimasto lì per circa 13 anni, poi ho deciso di aprire un’attività mia. Ho trovato questa bottega, si chiama ancora “La corte dei Miracoli”».

Negli anni il Signor Fausto è riuscito a creare un bel giro di clienti e tutti lo conoscono come lo “Schumacher della scarpa”, «non per il pilota ma perchè è così che si dice calzolaio in tedesco» spiega. Il tempo passa in fretta in bottega, tra riparazioni e clienti che entrano ed escono ma il segreto per fare bene questo lavoro è solo uno: «fare in modo che quello che fai piaccia prima di tutto a te stesso. Sono già in pensione e potrei smettere ma è una decisione che rimando sempre». Quella di saper aggiustare le scarpe è un’arte che conoscono in pochi: «Nessuno vuol più sporcarsi le mani, eppure è un lavoro che dà grandi soddisfazione e dà da mangiare».

Adelia Brigo
adelia.brigo@varesenews.it

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Pubblicato il 09 Marzo 2016
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