È morto Marco Pannella

Storico leader dei Radicali, protagonista di tante battaglie liberali e libertarie

Marco Pannella

È morto Marco Pannella: aveva 86 anni, è morto in una clinica privata di Roma, per un tumore.

Giacinto Pannella, detto Marco, (così compariva il suo nome su schede e manifesti elettorali) era nel 1930, a Teramo, anche se poi per la maggior parte della sua vita ha vissuto e lavorato a Roma.

Era il leader dei Radicali, nome sintetico di quello che nacque negli anni Cinquanta comePartito Radicale dei Democratici e Liberali Italiani. Sosteneva posizioni liberali e libertarie, che in Italia hanno a lungo rappresentato una cultura minoritaria rispetto alle grandi famiglie politiche (democristiana, socialista e comunista, senza contare le posizioni fasciste): la difesa dei diritti umani e all’autodeterminazione individuale, battaglie come l’aborto, il divorzio e l’obiezione di coscienza alla leva militare, l’opposizione ai Patti Lateranensi fra Stato italiano e Vaticano, la depenalizzazione delle droghe leggere, la tutela dei diritti dei carcerati, l’autodeterminazione nel fine vita, la lotta contro la pena di morte, la responsabilità civile dei magistrati.

Ha guidato con leadership carismatica i Radicali, aderendo di volta in volta ai governi di centrosinistra e centrodestra, sulla base dei programmi e dei temi a cui il partito era legato, o restando all’opposizione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 maggio 2016
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Commenti

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  1. Roberto Stangalini
    Scritto da Roberto Stangalini

    Chi ha la mia età, e ha fatto “politica”, ha sicuramente avuto mille occasioni per essere d’accordo con Pannella, e altrettante per essere in disaccordo. Però mi è impossibile pensare a un’Italia senza la rivoluzione non violenta di Marco, soprattutto per i diritti civili. E a tutte quelle altre lotte che, a volte, sembravano impossibili, e che non sempre sono state vincenti, ma sempre con l’obiettivo, di costruire un’Italia moderna. Ammirevole la sua capacità di utilizzare i mezzi d’informazione (Rai, stampa, la radio radicale e poi il web..) attraverso i suoi scioperi (gandhiani) della fame, gli imbavagliamenti… E allora grazie Marco, per tutto quanto hai fatto per un’Italia, più democratica, pacifista, libertaria!

  2. Scritto da Felice

    Non lo condividevo su molte tematiche e ho sempre considerato i suoi “scioperi della fame e sete” come una estremizzazione colorata del suo modo di comunicare. D’altro canto c’è da dargli atto che grazie a lui questo paese è più simile ad una democrazia e non ad una repubblica teocratica come molti altri paesi del medio oriente e come vorrebbe il Vaticano.

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