Maroni: “La mia riforma sanitaria? Diventerà nazionale”

Prima uscita a Varese, tra politica e sanità. Dopo le traversie della nuova legge, il Governatore in campo per spiegare i cambiamenti

maroni de filippi

Si parla di riforma sanitaria ma senza toghe, carabinieri e avvocati. Al massimo qualche camice bianco da medico, e le bandiere verdi dei leghisti. Roberto Maroni rientra nei panni di Governatore della Lombardia per una serata organizzata dalla Lega Nord in cui illustra la nuova legge sanitaria lombarda a una folta platea riunita al Collegio De Filippi di Varese. E’ la prima volta che Maroni esce in pubblico a Varese per la riforma, dopo la triste vicenda giudiziaria che ha coinvolto Fabio Rizzi, il presidente della commissione regionale sanità che era stato dipinto come il padre di questa nuova legge. In realtà Rizzi ne è stato il relatore ma, senza voler sminuire le competenze dell’ex consigliere regionale oggi in carcere, va detto che probabilmente ci sono anche molti tecnici  dietro quella che Maroni ha voluto chiamare “un’evoluzione del sistema sanitario lombardo“.

Maroni ha parlato della nascita delle 8 agenzie territoriali Ats che hanno sostituito le 15 Asl (Varese é unita con Como anche se è nella nostra città la sede principale). Vi sono poi le 3 Asst provinciali, le aziende ospedaliere che  divengono anche presidi socio assistenziali. Il territorio é il perno della riforma: ambulatori, day center, strutture di riabilitazione allargano il quadro e i sindaci collaborano attivamente.  In primis è una risposta all’invecchiamento della popolazione: i bambini nati oggi hanno un’aspettativa di vita di 100 anni. La nuova riforma diventa dunque una sorta di welfare che accompagna il cittadino, in Lombardia, tra ospedale e territorio, tra cure urgenti e cure croniche, tra pubblico e privato, dalla culla alla bara, sempre nel segno della libertà di scelta.

(Maroni con il segretario cittadini leghista Marco Pinti e e Paolo Orrigoni)

Maroni ha spiegato di aver presentato la riforma al Ministro Lorenzin: “Il Governo poteva fare ricorso alla corte costituzionale, perché effettivamente vi sono dei passaggi della Legge che vanno contro l’attuale legislazione, ma io ho convinto Lorenzin che questa legge sarà quella del futuro. Il ministro ha accettato un monitoraggio a cinque anni, in cui si valuterà se gli obiettivi della legge saranno raggiunti. Se così sarà, la nostra riforma diventerá quella nazionale”.

Maroni ha poi ricordato che Renzi gli aveva garantito che avrebbe inserito nella legge di stabilità il principio dei costi standard per premiare le regioni come la Lombardia che spendono di meno nella distribuzione delle risorse. Ma Renzi, secondo Maroni,  non ha avuto il coraggio di farlo cedendo alle pressioni delle regioni del sud. Il Governatore ha poi affermato che il nuovo piano di sistemazione delle strutture ospedaliere lombarde prevede progetti presentati dagli ospedali che avrebbero richiesto almeno 400 milioni di euro, mentre in cassa ci sono circa 230 milioni. Una commissione ha quindi stabilito quali progetti premiare e il primo, con 18 milioni di euro di spesa prevista, è quello dell’ospedale di Varese Fondazione Macchi, che dopo aver realizzato un Day Center, ora ne prevede un secondo. A fine serata ha preso la parola Paolo Orrigoni: se sarà sindaco si dichiara pronto ad applicare la nuova riforma. Stessa affermazione anche da Davide Galimberti, invitato a una riunione in una stanza attigua.

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 16 maggio 2016
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