Il sollievo di Moretti: “Ho faticato per la tanta tensione”

Il coach torna più volte su questo aspetto: "Non ho trasmesso la giusta tranquillità, da qui sono nati tanti errori della squadra". Poi loda la panchina: "Arma importante"

Openjobmetis Varese - Pasta Reggia Caserta 93-74

Ci si aspettava forse un Paolo Moretti più carico nel dopogara di Varese-Caserta, match che alla lunga i biancorossi hanno vinto e messo in cassaforte con largo merito. Il coach però ammette la tensione accumulata in questi giorni per l’esordio interno e la sua lettura è ricca di puntualizzazioni e autocritiche.

«Ho faticato io per primo a gestire la tensione in settimana e anche quest’oggi in attesa del match – inizia Moretti – Ho avuto difficoltà a trasmettere tranquillità ai giocatori e questo si è avvertito in campo dove si sono visti errori causati da superficialità e disattenzioni varie. Forse era anche un dazio da pagare per la prima uscita casalinga, poi però la gara è stata anche caratterizzata da aspetti positivi a partire dalla nostra difesa “alta”: Caserta ci aveva impressionato contro Reggio e allora abbiamo cercato fin da subito di creare loro difficoltà. Poi volevamo tenere alto il ritmo offensivo e ci siamo riusciti con produttività, anche in mancnza di lucidità, mentre come detto dietro abbiamo tolto il ritmo che piace ai nostri avversari. Resta il rammarico grande, ripeto, per certe superficialità ed errori commessi per troppa voglia di fare: abbiamo regalato qualche vantaggio (abboccare a finte, raddoppi non richiesti) che i nostri avversari nemmeno si meritavano».

Moretti però spazza il campo da illazioni: la tensione di cui parla è esclusivamente legata alle difficoltà di questa partita. «Non riparliamo dell’anno scorso perché quella partita non c’entra niente con questa, anzi la Pasta Reggia è squadra molto diversa da allora. La tensione era per la prima casalinga e per le aspettative contro un’avversaria in salute che arrivava a Varese in mezzo a due trasferte difficilissime come quelle di Sassari e Milano».

Tra le note positive il tecnico toscano non manca di sottolineare l’apporto delle seconde linee: «Si è vista la profondità di una panchina che può essere un’arma importante per noi. Il roster è di 12 uomini pur con ruoli ed equilibri differenti: avere gente motivata che entra con lo spirito giusto per dare il proprio contributo è il segreto di tutte le grandi squadre. Però dobbiamo ulteriormente migliorare anche questo aspetto che in futuro sarà molto importante».

Sul fronte bianconero, coach Sandro Dell’Agnello ammette la netta sconfitta. «Diciamo da tempo che siamo un po’ in ritardo; oggi abbiamo trovato “un po’ di duro” e l’abbiamo pagato a caro prezzo. Noi tra l’altro abbiamo segnato col 30% da 2: vuol dire che abbiamo lasciato a Varese tante partenze rapide dopo il rimbalzo e così si spiegano i 90 punti che abbiamo subito. Idem in difesa: stiamo costruendo un lavoro di squadra e contro Reggio abbiamo trovato il modo di organizzarci. Oggi invece Varese è stata brava a colpirci nelle nostre mancanze».

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 09 Ottobre 2016
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