Pioggia, venerdì protezione civile in preallarme
Codice arancione per rischio idrogeologico e idraulico sulla provincia di Varese. Sotto controllo i bacini di Olona – Seveso – Lambro e del reticolo idraulico minore
A partire dalla mezzanotte di oggi – 14 ottobre – e fino a nuova comunicazione, anche la provincia di Varese è in preallarme per rischio idrogeologico e idrico. Il codice è arancio, quello che anticipa il rosso (rischio elevato).
LA SITUAZIONE – A partire dalla serata di oggi 13/10 una ampia saccatura di origine atlantica in avvicinamento sul bacino occidentale del Mediterraneo determinerà un flusso umido e relativamente più caldo dai quadranti meridionali. Si avranno precipitazioni diffuse via via più intense, con quantitativi da moderati a forti e anche a carattere convettivo e di rovescio, più abbondanti sul settore occidentale e segnatamente sui rilievi.
La fase acuta si colloca tra il primo pomeriggio di venerdì 14/10, fino alla prima mattina di sabato 15/10.
Attenuazione ed esaurimento delle precipitazioni nel corso della mattinata di sabato in concomitanza con il passaggio a est della saccatura che favorirà una debole rimonta anticiclonica. Nella fase più intensa dell’evento precipitativo sulla bassa pianura aumenterà l’intensità del vento che si disporrà dai quadranti orientali, con valori in genere moderati o localmente forti su Mantovano e Pavese.

COSA FARE – Sulla base delle previsioni meteorologiche emesse da ARPA-SMR e delle valutazioni condotte dal Centro Funzionale regionale, si suggerisce ai Presidi territoriali di prestare attenzione e un’adeguata attività di sorveglianza:
₋ agli scenari di rischio idrogeologico e idraulico, con effetti anche diffusi legati a instabilità di versante, colate di detrito o di fango, fenomeni di erosione e cadute massi, significativi innalzamenti dei livelli idrici con interessamento di arginature, fenomeni di erosione spondale e possibili effetti di esondazione (con particolare attenzione ai Comuni insistenti sulle aste del reticolo idraulico nord milanese dei bacini Olona – Seveso – Lambro e del reticolo idraulico minore), che potrebbero determinare pericolo per la sicurezza e integrità di beni e persone, come ad esempio:
• interruzioni della rete stradale e/o ferroviaria in prossimità di impluvi e a valle di frane e colate di detriti o in zone depresse in prossimità del reticolo idrico;
• danni e allagamenti a singoli edifici o centri abitati, infrastrutture, edifici e attività agricole, cantieri, insediamenti civili e industriali interessati da frane o da colate rapide;
• allagamenti di locali interrati e di quelli posti a pian terreno lungo vie potenzialmente interessate da deflussi idrici;
• danni alle opere di contenimento e regimazione dei corsi d’acqua;
• danni a infrastrutture, edifici e attività agricole, cantieri, insediamenti civili e industriali situati in aree inondabili;
• danni agli attraversamenti fluviali in genere con occlusioni, parziali o totali, delle luci dei ponti dei corsi d’acqua minori e maggiori;
• danni a beni e servizi.
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