Oltre cento malati cronici scelgono la presa in carico in ospedale
L'Asst Sette Laghi vara l'assistenza ai malati cronici voluta dalla riforma. Un sistema che ha sollevato parecchi dubbi e critiche da parte dei medici di base
Sono 106, fino a oggi, i patti che l’Asst Sette Laghi ha stipulato con i pazienti cronici mentre sono in fase di chiamata altri 640 pazienti per fissare l’appuntamento per la stipula del Patto .
Come prevede la riforma, le persone affette da ipertensione, diabete o altre malattie possono scegliere se continuare a essere assistite dal proprio medico curante o affidarsi a un “gestore” che può essere un medico di medicina generale o un’azienda ospedaliera, incaricato di organizzare e pianificare l’assistenza migliore per le sue esigenze, mentre il paziente si impegna a seguire il programma annuale disegnato su di lui.
Nel nostro territorio è decisamente meno della metà il numero dei medici ha aderito alla riforma promossa dalla Regione Lombardia: fino a oggi, i gestori e cogestori del territorio dell’Ats Insubria sono 47 di cui solo 6 cooperative di medici o pediatri di base che si sono costituite allo scopo. (Gestori elenco)
Dall’estate del 2017, infatti, all’interno dell’Asst Sette Laghi si sono costituiti dei gruppi di lavoro, che hanno studiato le esigenze peculiari connesse ad ogni patologia cronica, disegnando per ciascuna di esse un percorso ottimale, diagnostico e terapeutico, che poi sarà ulteriormente tarato sul singolo paziente in fase di definizione del Piano Assistenziale Individuale. Il PAI infatti, così come il Patto di Cura, ha validità annuale.
Per dare un’attuazione rapida l’ASST si è dotata di un nuovo sofware gestionale costruito appositamente allo scopo e progettato a partire dalla realtà aziendale. Ha attivato inoltre un servizio di Contact Center dedicato che è attivo tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 20.00: un riferimento importante a disposizione di tutti i cittadini che desiderano saperne di più su questa nuovo opportunità.
A poche settimane dall’avvio del nuovo percorso di cura, l’Azienda ha individuato 150 specialisti delle discipline maggiormente coinvolte dal tema della cronicità per formarli come clinical manager. Un percorso formativo analogo, ma dedicato al personale infermieristico, permetterà a breve di disporre anche di case manager esperti ed operativi.
Ai pazienti con il PAI, l’azienda ospedaliera riserverà uno “slot” di appuntamenti diagnostici e ambulatoriali: il timore diffuso tra gli operatori è che le agende si ingolfino con questa attività lasciando spazi residui all’utenza diversa.
Tra le obiezioni mosse dai medici di medicina generale c’è la confusione che si ingenererà in caso di malattie diverse da quelle legate alla cronicità o in caso di acutizzazione della patologia: in quel caso chi interviene? La doppia figura di riferimento, temono ancora gli specialisti, potrebbe provocare un’intossicazione da farmaci nel caso i diversi specialisti non si confrontino.
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