Il Pd ha voglia di congresso: “Basta divisioni, capi e capetti”

Alla festa del partito a Schiranna l'assemblea provinciale degli iscritti al Partito Democratico. Un appuntamento politico tra presente e futuro per la nuova prospettiva congressuale

partito democratico

La stagione congressuale è alle porte e per molti è forse fin  troppo tardi. L’assemblea del Partito Democratico varesino chiede di uscire dall’incertezza cominciata il giorno delle elezioni e, forse, ancor prima: con il referendum costituzionale naufragato nella vittoria dei no.

A tracciare la linea dei prossimi passaggi è stato Alessandro Alfieri, senatore e segretario lombardo, il più vicino ai vertici nazionali del Pd: «nella segreteria di settimana prossima definiremo i tempi ma la stagione congressuale comincerà in autunno per arrivare poi alle primarie prima delle elezioni europee tra gennaio e febbraio del 2019. È importante però fissare i tempi e le regole del congresso perché altrimenti assisteremo ad un congresso fatto sui giornali da protagonisti improvvisati».

L’assemblea, che si è tenuta sabato pomeriggio 21 luglio al padiglione Laura Prati della festa della Schiranna, si è aperta con un’accurata analisi dello smottamento di consensi che ha portato il paese verso Lega e Movimento 5 Stelle, poi Alfieri e il segretario provinciale Samuele Astuti hanno aperto il dibattito tra i tanti militanti del territorio. 

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Tra i più determinati, come spesso accade  nel Pd varesino, è stato Giuseppe Adamoli: «non sono preoccupato e ho molta fiducia per il futuro del partito nel medio periodo ma se guardo all’immediato… – ha sospirato Adamoli – mamma mia. Il nostro vertice nazionale mi trasmette frustrazione e impotenza. La segreteria Martina andava bene per un congresso che si sarebbe dovuto aprire subito ora i tempi sono troppo lunghi. La Minoranza del partito una decisione l’ha già presa con il Presidente Zingaretti adesso è il campo renziano che deve uscire dall’angolo. Basta capi e capetti, bisogna cambiare atteggiamento e migliorare, con umiltà, la struttura che stava seguendo il partito: con Renzi un passo di lato e un candidato forte».

Molto sentito, tra gli altri, anche l’intervento del sindaco di Besnate Giovanni Corbo: «oggi il Pd è afono, non comunica nulla, sono gli amministratori locali gli unici a portare avanti l’attivita politica ma senza punti di riferimento nazionali. Non abbiamo una linea politica, argomenti e temi forti da discutere con la gente eppure arriviamo da due esperienze di Governo, Renzi e Gentiloni, che hanno lavorato bene. Dovevamo avere più forza e determinazione nel difendere quello che abbiamo fatto».

Tomaso Bassani
tomaso.bassani@varesenews.it

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Pubblicato il 22 Luglio 2018
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