Quelli della classe del 1968 si ritrovano tutti insieme

In novanta hanno risposto all'appello lanciato da Giancarla Albè e Paola Saporiti, che hanno "dato la caccia" sui social agli ex compagni di classe

Cassano Magnago generica

«Dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto». Così diceva il grande Robin Williams nei panni del professor Keating. Quelli della classe 1968 di Cassano Magnago, il film “L’attimo fuggente” lo hanno visto tante volte e hanno imparato le battute a memoria. Così, a cinquant’anni, in più di novanta, si sono ritrovati al Diamante Blu Club, a Bolladello di Cairate, per festeggiare il Carpe Diem.

Le organizzatrici Giancarla Albè e Paola Saporiti, tenaci e determinate, hanno usato i social per rintracciare i coscritti, anche i molti che non abitano più a Cassano. Il merito del successo di questo rendez-vous straordinario è tutto loro.

«Qualcuno doveva iniziare a organizzare e io ho alzato la mano» dice Paola Saporiti, consulente del Lavoro e assessore alle attività economiche, produttive e sicurezza del Comune di Cassano. «Grazie all’aiuto di Giancarla, abbiamo fatto felici molti coetanei, cui sono brillati gli occhi di gioia nel rivedersi». Le testimonianze fioccano, sincere: «Questa serata mi ha dato profonde emozioni, riabbracciare i miei compagni è stato un tuffo in un passato meraviglioso» dichiara Antonella Maccioni, avvocato civilista del foro di Busto Arsizio e mediatore civile commerciale. Tra loro c’è chi si commuove e riesce a malapena a pronunciare una frase: «Pienezza e felicità!» afferma Marina Rossi, Maggiore dell’Esercito Italiano. Tra i partecipanti, c’è anche Giuseppe Macalli, noto astronomo cassanese: «Una serata stellare che ha raggruppato un numeroso gruppo di amici che si conoscono dall’infanzia. Mi ha catapultato nel passato, come una macchina del tempo».

Dopo aver succhiato il midollo della vita per mezzo secolo, quelli della classe 1968 guardano al futuro. Molti di loro hanno realizzato grandi progetti, in vari settori. «Bello essere bambino con la consapevolezza dei 50 anni. Amo quello che faccio ma l’ho ottenuto con molti sacrifici» dice Andrea Mapelli, comandante 747 cargo. «Il più bel regalo di compleanno! Rivedere bambini cresciuti che hanno realizzato il loro sogno» esclama Cristina Bellon, scrittrice, giornalista, divulgatrice scientifica. E c’è chi, raggiunto l’apice del successo, volta pagina. «Ho dato il massimo e prova delle mie capacità commerciali. Ora, ho deciso finalmente di dedicarmi al golf, la mia grande passione. Stasera, ho rivisto la bambina di cinque anni, cui ho dato il primo bacio» racconta l’ex imprenditore Corrado Quadrelli.

Ciò che conta è essersi incontrati e percepire che non è passato nemmeno un giorno. Le grandi amicizie sono nate sui banchi di scuola, e i sogni pure. C’è chi li ha scritti a grandi lettere sulla lavagna, chi su un foglio che ha lanciato da una finestra. Ora quegli studenti, che un tempo avevano paura dell’interrogazione, sono uomini e donne che credono ancora nell’Italia, questo stivale sempre più in crisi, ma che ha voglia di cambiare. Si abbracciano e si raccontano spicchi di vita. Ognuno di loro ha una visione diversa. Fin da ragazzi, hanno imparato a salire sui banchi, spinti dalle parole del prof. Keating: «è proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva». Anche stasera, sui tavoli, loro ci sono. Questa volta per ballare.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 settembre 2018
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