Il Porto non molla mai, la Openjobmetis lo piega allo sprint

La Openjobmetis che però può festeggiare solo sulla sirena (84-75). Bertone è la sorpresa, Cain la certezza

openjobmetis porto basket

Monito ai naviganti dei mari europei, seppure non di primo piano. In coppa si può anche perdere, ed essere usciti con due punti in tasca è un‘ottima notizia per la Openjobmetis. I biancorossi domano un Porto che non si arrende mai, lo battono 84-75 ma devono soffrire fino all’ultimo per conquistare il secondo successo del proprio cammino europeo, in altrettante gare.

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Le giocate decisive arrivano – non è la prima volta – da Tyler Cain: è lui a infilare due liberi a 36” dalla fine con i portoghesi tornati fino a -2, è lui a inchiodare la stoppata su Prostran (la vedete nella foto in alto di S. Raso) con successivo recupero. Da lì in poi, negli ultimi istanti, Varese aggiungerà cinque punti (liberi di Avramovic e tripla di Archie) per chiudere una contesa rimasta completamente aperta per tutti i 40′ di gioco.

La Openjobmetis, praticamente sempre avanti nel punteggio tranne qualche incursione lusitana, non è infatti mai stata in grado di piazzare il colpo decisivo: quasi incredibile il tabellino biancorosso, eccellente in avvicinamento (78,1% da 2 punti) ma freddissimo da lontano (6/32, il 19% scarso). Una “bipolarità” che ha permesso al Porto di restare sempre in scia, trascinato dal pivot Borovnjak nel ruolo di prima punta: il lungo serbo ha messo in crisi Cain (meglio Iannuzzi in diverse occasioni), ma l’esperienza, la volontà e la bravura dell’americano di Varese sono emerse nel momento cruciale, nel finale. Caja questa volta ha trovato cose eccellenti anche da Pablo Bertone, unico a martellare dall’arco (3 /4), con Avramovic a regalare sprazzi importanti in attacco. Le due guardie hanno segnato 17 punti ciascuno: decisivi in una gara dal punteggio alto.

Con la vittoria sul Porto la Openjobmetis ha già messo una prima ipoteca sulla qualificazione al secondo turno: i biancorossi e l’Alba Fehervar sono a punteggio pieno dopo due gare, con portoghesi e bulgari del Rilski inchiodati a zero. Martedì prossimo la Caja band andrà in Ungheria per giocarsi il primato del girone, a questo punto un obiettivo che si può abbordare subito (attenzione però: gli altri magiari del Szolnoki sono andati a un amen dall’espugnare Sassari). Prima della campagna ungherese però c’è da battere Trieste, sempre a Masnago ma domenica pomeriggio. A questo punto però, l’appetito vien mangiando.

Caja applaude e guarda avanti: «Buona vittoria, con Trieste sarà dura»

COLPO D’OCCHIO / PALLA A DUE

Poco più di mille spettatori a Masnago per l’esordio interno in Fiba Europe Cup, fedelissimi ripagati comunque da una partita brillante e gradevole. D’altro canto non ci si aspettava un grande pubblico per la Coppa.
Consueto quintetto base per Caja che ha a disposizione tutti gli effettivi: Moore si prende cura del croato Prostran, Cain va subito sul temuto Borovnjak. Ospiti che portano in panchina il play Pinto, ma il regista – reduce da infortunio – non metterà piede in campo. Terna balcanica con due arbitri croati e un serbo.

Openjobmetis - Porto 84-75
Bertone mattatore

LA PARTITA

Subito un colpo d’acceleratore per la Openjobmetis che si porta sul 9-2 ma inizia a fare i conti con la concretezza dei portoghesi. Avramovic accende subito i razzi ma poi lascia la scena a un Bertone eccellente: 10 punti in 4′ e discreto vantaggio alla prima sirena, 27-19.
Il rientro dalle panchine però è problematico per la squadra di Caja: Borovnjak guida il break di 0-9 che spinge il Porto fino al vantaggio sul 27-28. Tempo di botta e risposta per alcuni minuti (bene Archie), con Varese che non sbaglia nulla da sotto salvo però balbettare a lungo da 3 punti. In dirittura di arrivo i biancorossi allungano ma gli ospiti non ci stanno: 49-44.
Dopo la pausa lunga Avramovic è subito incisivo con sette punti in fila: alla festa si aggiunge Scrubb, con il suo momento migliore che serve a ricacciare indietro un Porto in cui Borovnjak è dominante. Tramonto del periodo con i biancoblu capaci di risalire dal -10 al 66-60.

IL FINALE

Ancora una volta la Openjobmetis dà l’impressione di trovare l’allungo giusto, perché i canestri di Iannuzzi valgono un vantaggio intorno alla doppia cifra. Qualche incertezza in difesa e almeno un paio di triple uscite beffarde dal cerchio (Scrubb e Natali) impediscono però di continuare con la fuga: Barac segna da fuori, i tiri liberi premiano i portoghesi e per Varese è tutto da rifare. Ventura avvicina i suoi a -4 dalla lunetta, Scrubb sbaglia due volte (una al 24” senza colpe, l’altra con una buona scelta di tiro) e così Sheehey trova addirittura il -2 (77-75). Si rischia lo psicodramma: dopo Cain anche Avramovic fa 0-2 in lunetta ma Archie è perfetto a rimbalzo. Altro fallo su Cain con 36” da giocare ma stavolta il pivot è in modalità “terminator”: due personali a segno, stoppata da urlo sull’azione seguente e l’inerzia è di nuovo biancorossa. Avramovic non trema più, pianta un’altra stoppata a Barac e permette ad Archie di chiudere con la tripla. L’84-75 è troppo severo per il Porto ma premia il carattere di Varese.

OPENJOBMETIS VARESE – FC PORTO 84-75
(27-19; 49-44; 66-60)

VARESE: Moore 4 (1-4 da 3), Avramovic 17 (7-7, 0-4), Scrubb 10 (4-5, 0-5), Archie 12 (5-11, 2-7), Cain 10 (2-2); Iannuzzi 10 (3-5), Natali (0-1, 0-1), Tambone 2 (1-2, 0-3), Ferrero 2 (1-2, 0-4), Bertone 17 (4-4, 3-4). Ne: Gatto, Verri. All. Caja.
PORTO: Prostran 6 (2-6, 0-4), Sheehey 8 (2-5, 0-3), Soares 3 (0-1, 1-4), Barac 13 (3-7, 2-4), Borovnjak 21 (6-11); Voytso 7 (2-2, 1-2), Monteiro 4 (1-1, 0-1), Queiroz (0-1 da 3), Ventura 4 (0-1, 0-2), Bastos 9 (3-4 da 3). Ne: Pinto, Araujo. All. Suarez.
ARBITRI: Herceg (Cro), Perlic (Cro), Ninkovic (Ser).
NOTE. Da 2: V 25-32, P 16-34. Da 3: V 6-32, P 7-25. Tl: V 16-22, P 22-24. Rimbalzi: V 40 (13 off., Cain 9), P 32 (10 off., Borovnjak 10). Assist: V 17 (Moore 6), P 17 (Prostran 5). Perse: V 8 (Iannuzzi 3), P 8 (Bastos 3). Recuperate: V 3 (Iannuzzi, Cain, Bertone 1), P 5 (Sheehey 2). Usc. 5 falli: Sheehey. F. tecnico: Suarez. Spettatori: 1.268.

Bertone “re per una notte”, Cain è sempre decisivo

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 24 ottobre 2018
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