Relazionarte, il cuore pulsante del volontariato
Amici del Gulliver, in collaborazione con altre realtà del territorio, propone tre incontri aperti al territorio e in particolare alle Associazioni di volontariato varesine
L’appuntamento è per sabato 27 Aprile ore 10.00 al Teatro Santuccio di Varese, in via Sacco.
L’Associazione Amici di Gulliver in collaborazione con il Centro Gulliver, AISM, AS.Pi Cassano Magnago, C.T.B.O e APS Solevoci propongono il secondo dei tre incontri aperti al territorio e in particolare alle Associazioni di volontariato varesine, nell’ambito del Progetto RelazionArte-l’arte della relazione d’aiuto nel volontariato, in rete, a favore delle persone fragili del territorio- (Bando Volontariato 2018). La mattinata prevede una tavola rotonda con i Responsabili delle Associazioni, la relazione del dott.Luciano Zanin, direttore scientifico di Confini on Line e di alcuni volontari della Rete, che porteranno la loro testimonianza. Presenta Paola Provenzano, addetta stampa di CSV Insubria.
«Il volontariato o meglio, il dono del tempo, come piace più definirlo a noi, sta assumendo sempre maggiore importanza e sta riscuotendo sempre più interesse nelle nostre comunità. Questo fenomeno, diffuso a livello nazionale, anche se con differenze nelle diverse parti d’Italia, non si sta sviluppando perché la pubblica amministrazione si sta ritirando o sta diminuendo il proprio impegno su settori quali la sanità o il welfare, ma perchè le persone cercano di dare sempre maggior senso alla propria attività ed alla propria esistenza».
«Infatti, a prescindere che si tratti di volontariato svolto all’interno di organizzazioni strutturate o che si tratti di donare il proprio tempo in modo individuale, quello che va rilevato è che le motivazioni dei volontari stanno cambiando, o sono già cambiate. È sicuramente venuto il tempo di modificare il modo attraverso il quale guardiamo a questo mondo e alle persone che lo frequentano e lo animano. Fare volontariato oggi significa per molti, soprattutto per le nuove generazioni, aggiungere allo “spirito di servizio e all’altruismo classico”, una esperienza di vita, dentro alla quale essere e sentirsi utili, apprendere nuove conoscenze e competenze, consolidarne relazione e instaurarne di nuove».
«Il dono del tempo è molto di più che il “solo” aiutare, è far crescere se stessi nella rapporto con gli altri, partecipare alla costruzione di micro e macro comunità dove ognuno dà il proprio contributo, piccolo o grande che sia; significa attivare con intelligenza e lungimiranza risorse umane – tempo e competenze – che altrimenti rimarrebbero inutilizzate o sotto utilizzate di cui, quindi, non potremmo beneficiare.
Nell’azione di volontariato tutti “guadagnano: i beneficiari delle azioni che vedono risolti alcuni problemi, le organizzazioni non profit che hanno risorse per poter perseguire la propria mission, il donatore stesso che oltre a soddisfare un proprio “bisogno di dare” trova senso al proprio essere e la comunità tutta che può beneficiare di un “patrimonio di fiducia pubblica”. Nessuna controindicazione, quindi, solo grandissime potenzialità di sviluppo».
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