A Varese cala la disoccupazione giovanile

L’analisi dell’Ufficio studi e statistica di Camera di Commercio su base Istat. Migliorano nel 2018 gli indicatori del mercato del lavoro, tuttavia pesano le aspettative negative di inizio 2019

buona scuola

Sul fronte dell’occupazione, a Varese buone nuove rispetto all’anno 2018. Tutte da verificare nel
2019, a fronte delle aspettative sull’economia italiana in rallentamento. L’Istat ha appena pubblicato i
dati provinciali relativi allo scorso anno, che evidenziano un miglioramento sia in valore assoluto,
con 3mila disoccupati in meno rispetto ai precedenti dodici mesi per un totale di 24mila, sia in
termini di tasso, che scende dal 6,5% al 5,9%.

Nel frattempo, migliora pure il tasso di occupazione, salendo dal 67,6% al 67,8%. Non solo, i dati – elaborati dall’Ufficio studi e statistica della Camera di Commercio e disponibili sul portale www.osserva-varese.it – parlano poi di una riduzione del tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni), che si attesta al 25,5%, partendo dal 29,3%.

Relativamente al 2018, il mercato del lavoro varesino evidenzia quindi segnali di complessivo
miglioramento: anche le cifre su avviamenti e cassa integrazione, infatti, appaiono in ripresa. Così,
le assunzioni in provincia di Varese hanno fatto registrare un lieve incremento (+0,64%),
attestandosi a quota 122.095 contratti stipulati tra gennaio e dicembre. Tuttavia, tale crescita, in
aumento fino a giugno, ha fatto registrare un rallentamento a partire dall’estate. Rallentamento
accentuatosi al termine del 2018, complice anche la “fisiologica” interruzione dei contratti con
l’approssimarsi della scadenza di fine anno. Da segnalare poi che, nel corso degli scorsi dodici
mesi, sono anche aumentate le cessazioni contrattuali.

Questo, in alcuni trimestri, ha fatto in modo che il saldo tra assunzioni e chiusura dei contratti abbia registrato un saldo negativo. Diminuisce leggermente, pur rimanendo preponderante, la quota dei contratti a tempo determinato (68,9%). Lo stesso per quelli a termine (per esempio, l’apprendistato e le forme di collaborazione).

Queste due tipologie insieme raggiungono la quota dell’86,6%, relegando i contratti a tempo
indeterminato registrati nel corso del 2018 al 13,4%. Quanto ai settori, il 63% delle assunzioni ha
riguardato i servizi, il 21% l’industria, il 4,5% le costruzioni e il 9,9% il commercio. Quest’ultimo
settore appare in decisa contrazione rispetto allo scorso anno quanto ai contratti sottoscritti. Resta
da capire se si tratta di minori occasioni di lavoro o di contratti più lunghi e minore turnover.
Si aggiunga, inoltre, che le ore di Cassa integrazione guadagni autorizzate sono in costante
diminuzione: l’Inps ci dice che a fine 2018 si sono attestate a quota 6 milioni, con un buon 21% in
meno rispetto all’anno precedente.

Tornando ai dati Istat, è interessante analizzare la situazione occupazionale per genere: in provincia
di Varese nell’ultimo anno sono soprattutto le donne ad aver aumentato la loro presenza sul
mercato del lavoro (circa 3mila unità). Alcune sono transitate da uno stato di disoccupazione a un
impiego; altre sono uscite da una situazione di scoraggiamento e si sono attivate con successo.
Per quanto riguarda i settori, se è positiva la variazione nei servizi (+1,5%), una flessione degli
occupati si è manifestata soprattutto nelle costruzioni (-9,7%), nell’agricoltura (-8,7%) e nel
commercio (-2,3%). Più contenuto il calo nel manifatturiero (-1,1%). Rispetto alla posizione
professionale, infine, sono aumentati i dipendenti e scesi gli indipendenti.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 aprile 2019
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