I film più belli sul gioco d’azzardo

Il cinema è un’arte capace di parlare a qualsiasi tipo di pubblico, l’unica in grado di raccontare qualsiasi tematica in modo allo stesso tempo efficace e coinvolgente

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Il cinema è un’arte capace di parlare a qualsiasi tipo di pubblico, l’unica in grado di raccontare qualsiasi tematica in modo allo stesso tempo efficace e coinvolgente.
Dal giorno della proiezione del primo film della storia ne è passato di tempo e, nel corso di ormai più di un secolo di registi, sceneggiatori e attori, la quinta arte è stata capace di adattarsi a qualsiasi contesto, andando dall’intrattenimento puro alla cultura più sofisticata.
In ogni caso ciò che più conta è il coinvolgimento dello spettatore, che durante la visione di un film riuscito si immerge in avventure fantastiche, si emoziona di fronte a storie d’amore impossibili e si indigna di fronte a tematiche sociali difficili. Il tema gioco d’azzardo è troppo sentito per lasciare indifferenti e infatti riesce sempre con facilità a destare interesse e ad appassionare.

Che lo si veda come un passatempo inoffensivo, come l’espressione di un genio, come applicazione di principi matematici o come una dipendenza da cui tenersi alla larga, la sua capacità di affascinare e ispirare resta innegabile.
L’umanità è sempre stata attratta dall’azzardo, forse proprio perché il brivido del rischio rende la vita un po’ più divertente da vivere.
Se poi viene rappresentato nei suoi casi più estremi, non può che diventare intrattenimento puro.

Lo sanno bene registi e sceneggiatori: i film sul tema gioco d’azzardo sono centinaia, alcuni dei quali davvero memorabili, e che hanno descritto questa realtà in tutti i suoi particolari: dalla vita interna al casinò, alla mente del giocatore seriale che lo frequenta, fino alla descrizione di tecniche di gioco vere e proprie. Una tematica dunque florida più che mai e che ancora oggi sembra avere tanto da dire.

Ecco una breve rassegna di alcuni dei titoli più rappresentativi e avvincenti (in ordine temporale) di quello che può ormai essere considerato a tutti gli effetti un vero e proprio genere cinematografico.

La stangata (1973) di George Roy Hill

Due grandi star di Hollywood, Paul Newman e Robert Redford, interpretano i due truffatori Johnny Hooker e Henry Gondorff. La sete di vendetta per l’assassinio del suo amico e mentore Luther Coleman spingerà Hooker ad organizzare un’intricatissima truffa ai danni di Lonnegan, il suo assassino. Raramente un film sul gioco d’azzardo ha visto il susseguirsi di tanti colpi di scena, raramente un epilogo tanto drammatico e sorprendente, degno del thriller più eccitante.
La stangata fu uno dei più grandi successi dei primi anni ’70 e raggiunse il primato di campione di incassi nel 1974. Si aggiudicò inoltre ben sette premi Oscar tra cui miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale, miglior scenografia e miglior colonna sonora grazie alle iconiche reinterpretazioni del ragtime di Scott Joplin ad opera di Marvin Hamlisch.

40.000 dollari per non morire (1974) di Karel Reisz

Un film può arrivare ad essere talmente credibile nell’analisi dei personaggi da influenzare il concetto stesso di “dipendenza” e di “gioco”. È il caso di questa pellicola nella quale il protagonista, Axel, incarna a pieno il profilo del perfetto ludopatico. Il regista ebbe il merito di puntare il dito contro quella che solo successivamente venne riconosciuta come una patologia e introdotta nel manuale psichiatrico americano. La trama infatti è realistica più che mai e spietata nell’analisi delle turbe di uno stimato professore di inglese malato di gioco che finirà in guai seri a causa dei debiti accumulati.

Casinò (1995) di Martin Scorsese

Il nome Martin Scorsese è una garanzia. Raramente questo regista leggendario ha sbagliato un colpo. E non si è certo smentito con Casinò, riadattamento cinematografico del romanzo Casino: Love and Honor in Las Vegas di Nicolas Pileggi, che si pone a conclusione della cosiddetta “trilogia della mafia”.
L’attore-musa degli anni 70-80 di Scorsese, Robert De Niro, scende nei panni di un giovane con uno spiccato talento nelle scommesse. Sarà proprio grazie a questa sua dote che si troverà a gestire un casinò e conseguentemente immischiato nella malavita organizzata.
Il gioco d’azzardo è qui il tassello di una figura più grande, fatta anche di violenza, armi, soldi, droga, depravazione, e chi più ne ha più ne metta. Il gioco è un mezzo per arrivare al potere. Il potere è tutto ma spesso non è a portata di uomo. Il protagonista saprà impararlo a sue spese.

21 (2008) di Robert Luketik

Il gioco, in particolare il blackjack, è il protagonista assoluto di questa avvincente avventura. È proprio grazie ad esso che i protagonisti, un gruppo di studenti del MIT dalle doti matematiche fuori dal comune, riusciranno a svuotare diversi casinò di Las Vegas grazie alla tecnica del conteggio delle carte. Oltre alla trama molto avvincente, ciò che è degno di nota è la perizia nella descrizione di questa strategia di gioco, senza andare a discapito dell’intrattenimento, anche di chi non è interessato alle dinamiche del blackjack. I protagonisti riusciranno a farla franca finché i padroni di casa non si accorgeranno di loro, ricordandogli duramente che non è sempre domenica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 maggio 2019
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