Pulizie negli ospedali di Busto e Saronno, si rischia la paralisi

Presidi negli ospedali di Saronno e Busto Arsizio. Un centinaio di lavoratori impiegati nelle pulizie (già part time) rischiano di vedersi decurtare orario e stipendio del 30% e la sanificazione dei reparti rischia di diventare una chimera. Il sindacato (Filcams, Fisascat, UilTucs): no alla riduzione dell'orario lavorativo

Con presidi di due ore all’esterno degli ospedali di Busto Arsizio e di Saronno dell‘ASST Valle Olona, prosegue la protesta dei lavoratori del comparto pulizie. La protesta, proclamata unitariamente da Filcams Cgil Fisascat Cisl dei Laghi e UilTucs che coinvolge oltre cento lavoratori, è stata decisa dopo l’annuncio fatto dalla CM Service di voler tagliare del 30% le ore di lavoro delle dipendenti già part time. La ditta di Cascinette d’Ivrea, che deve subentrare nell’appalto il 1 luglio, ha approfittato (legittimamente) di una falla del sistema poiché nel bando di gara non è stato messo alcun paletto riguardo al monte ore minimo, sotto il quale non si poteva scendere.
«Le riduzioni orarie richieste dalla CM Service porterebbero alla paralisi completa del servizio – precisa Laura Capitale della segreteria regionale della Fisascat Cisl – già oggi garantito solo grazie al lavoro supplementare utilizzato nei cantieri oggetto di passaggio. E’ importante che l’azienda ospedaliera si renda conto che, a queste condizioni, l’igiene degli ospedali non potrà più essere garantita».

«Siamo alle solite – aggiunge Livio Muratore della segreteria della Filcams Cgil – La CM Service ha fatto delle offerte sottocosto, al massimo ribasso, ma ora si ritrova con la stessa superficie da pulire e quindi deve tagliare il 30% delle ore. L’errore è stato di Arca (l’Azienda regionale centrale acquisti, ndr) che nel bando non ha inserito alcuna clausola sociale e un limite di ore contrattuali sotto il quale non bisognava scendere e CM Service ha approfittato di questo difetto all’origine del sistema e così chiede ai committenti di dare altri affidamenti per avere soldi in più. La Asst dei laghi lo ha fatto, ora dovrà provvedere anche quella di Valle Olona».

Il comparto pulizie è ad alta intensità di lavoro e tagliare personale significa che altri si devono accollare  quel carico lavorativo a parità di stipendio. A questo problema si aggiunge l’insostenibilità sociale di una riduzione di lavoro e di stipendio, di lavoratori già oggi impiegati con part time di poche ore settimanali, che con un’ulteriore riduzione arriverebbero a doversi garantire la sussistenza con stipendi da 300 euro al mese.

Data la delicatezza del tema trattato, il cambio appalto è stato discusso nella stessa giornata presso la sede dell’Ispettorato del Lavoro di Varese. La committenza ha sottolineato che rispetto alla gara d’appalto ci sono metrature in più che non erano chiare nel bando di gara che risale al 2016. Si parla della riapertura di alcuni reparti che all’epoca erano chiusi e per il passaggio dei lavori di cura del verde e di salatura delle strade interne ai presidi che prima erano svolti internamente.

Venerdì 5 luglio ci dovrebbe essere un chiarimento in base a ciò che risponderà l’ospedale su questo allargamento dell’appalto iniziale. La riduzione dell’orario lavorativo, a quel punto, potrebbe essere minore ma i sindacati di categoria unitariamente hanno già fatto sapere che non intendono diminuire di un solo minuto il servizio di pulizia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 giugno 2019
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