Uno stupro a 13 anni e tanta solitudine. Il dramma dietro la morte della 20enne

Emerge il terribile passato della giovane rumena trovata senza vita in un campo di via Canale. Gli inquirenti propendono per il suicidio ma solo l'autopsia potrà chiarire definitivamente

violenza sulle donne

Subì uno stupro a soli 13 anni da parte del patrigno e da quel momento la sua vita non fu più la stessa. Dietro la morte della 20enne trovata senza vita lunedì pomeriggio in via Canale c’è un passato tremendo dal quale la sua mente non si è mai liberata.

La storia della giovane donna trovata nei campi di via Canale è un calvario. A violentarla sarebbe stato il compagno egiziano della madre che poi è scappato in Egitto, lasciando per sempre l’Italia e sottraendosi così alle proprie responsabilità di fronte alla giustizia.

Per questo gli inquirenti propendono per l’ipotesi del suicidio anche se solo l’autopsia potrà definitivamente chiarire le cause del decesso. La giovane non era una vagabonda, non faceva uso di stupefacenti e non era una prostituta. Era solo una giovane donna sola.

La ragazza ci aveva già provato diverse volte nell’ultimo periodo, diversi tentativi prima di finire in un terreno agricolo alla periferia di Busto Arsizio, sola e senza nemmeno uno straccio di amico o familiare che potesse aiutarla ad uscire da quell’incubo.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 28 agosto 2019
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