L’industria varesina studia la Cina

Varesefocus, il periodico di economia, politica, società, tecnologia, costume, arte e natura della provincia di Varese, pubblica nel suo ultimo numero un focus sulla Cina

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Varesefocus, il periodico di economia, politica, società, tecnologia, costume, arte e natura della provincia di Varese, pubblica nel suo ultimo numero un focus sulla Cina. Pubblichiamo un estratto a firma del direttore Marco Giovannelli. Si può leggere l’intero numero online cliccando qui.


Una delle parole più usate durante la missione in Cina è “impressionante”. Uno stupore figlio delle tante esperienze fatte negli otto giorni di viaggio tra Pechino, Shanghai e Shenzhen, dove anche i collegamenti tra le città hanno permesso di scoprire i tanti aspetti di un Paese grande come un continente. Con 1 miliardo e 400 milioni di abitanti, la Cina rappresenta il 20% della popolazione mondiale. Il prodotto interno è pari a 13,9 trilioni di dollari e viaggia con una crescita del 6,6%. Dagli anni ‘80 la povertà è scesa verticalmente e lo sviluppo economico ha migliorato le condizioni di vita di oltre 800 milioni di persone. Per iniziare a conoscere quella realtà i numeri sono importanti, ma la delegazione della TechMission di Confindustria Lombardia, Digital Innovation Hub e Unione degli Industriali della Provincia di Varese, composta da trenta partecipanti, ha avuto diverse opportunità durante il viaggio.

Nella prima giornata dello Study Tour, Guido Giacconi della società di consulenza In3ACT ha raccontato gli scenari economici, sociali e politici, mettendo in guardia da facili entusiasmi: “Voi sarete qui una settimana e alla fine del viaggio penserete di aver capito molto della Cina. Ecco, dimenticatevelo. Io sono qui da dieci anni e ogni giorno che passa apprendo che non conosco questo Paese”. Il manager ha raccontato gli scenari futuri della Cina, i progetti più importanti e il ruolo che può giocare il nostro Paese. “Con l’ingresso nel Wto – ha spiegato Giacconi – la Cina vuole giocare un nuovo ruolo come si vede bene con il Belt and Route, che noi chiamiamo Via della Seta e il progetto Made in China 2025, con cui vogliono arrivare a essere i primi per Industria 4.0. Ci sono dieci settori prioritari e l’Italia è l’unica realtà al mondo che ha performance di primissimo livello in tutti e dieci i settori. Purtroppo, non ne abbiamo consapevolezza e non giochiamo il ruolo che potremmo mettere in campo”.

La visita a Pechino si è aperta con un incontro in Kpmg. I due giorni nella capitale sono serviti ad avere un primo assaggio della realtà cinese, con un mix di dati e immersione in due delle più importanti aziende tecnologiche: Baidu e iFLYTEK. Il passaggio da Pechino a Shanghai è avvenuto con il treno dell’alta velocità che compie tutto il lungo tragitto in quattro ore tagliando la campagna, interrotta spesso dalle gru altissime che sono uno dei segni eloquenti del dinamismo cinese. Shanghai è una delle aree in cui si avverte il grande cambiamento della Cina. La delegazione ha visitato alcune aziende italiane come MTA group Spa, Riello Group ed Elemaster. In un meeting privato si è potuto entrare nelle dinamiche della presenza del nostro Paese insieme con Saro Capozzoli di Jesa Capital, Fabrizio Ferri, Amministratore Delegato di Fincantieri Cina, Alberto Casnati Global Vice Director Sales di Jiaxipera Compressor, Andrea De Sio e Alberto Cernuschi.

Mezza giornata è stata dedicata alla visita del CES Asia, dove si è potuto toccare con mano lo sviluppo del lavoro in materia di Intelligenza Artificiale e varie altre innovazioni soprattutto nel campo della robotica. La terza tappa del tour si è sviluppata a Shenzhen, il cui distretto oggi è una delle zone con la maggiore concentrazione di aziende innovative non solo in Cina, ma a livello mondiale. La città è un esempio perfetto di cosa sia stato capace di fare questo Paese negli ultimi trent’anni. Da villaggio di pescatori, oggi conta 15 milioni di abitanti.

Due visite di grande interesse alla BYD, “Build your dreams”, che si occupa di innovazione in ma-teria energetica. In Italia si inizia a conoscere per le forniture di bus elettrici in diverse città come Padova, Messina, Torino e Novara. La seconda tappa è stata nella sede di Tencent. Un altro colosso tecnologico “mamma” di Wechat, ovvero la App con cui i cinesi fanno tutto; una sorta di incrocio tra Whatsapp, Facebook, Paypal e Skype. È utilizzata da oltre un miliardo di persone ed è solo uno dei servizi della Tencent. Un viaggio intenso e pieno di interesse. Gli occhi si sono riempiti di meraviglie e la testa di stimoli da rielaborare. I commenti dei trenta partecipanti alla TechMission in Cina hanno sfumature diverse, ma tutti sono uniti da un fil rouge fatto di stupore. Il Paese asiatico viaggia a un ritmo incredibile, o impressionante per l’appunto, come hanno sottolineato in tanti.

A partecipare alla missione, insieme al Direttore e al Presidente del Digital Innovation Hub, Giuseppe Linati e Gianluigi Viscardi, una bella pattuglia proveniente dalla provincia di Varese. Marco Astuti era il veterano e il capo delegazione. “In questa missione in Cina – racconta il prof. come lo chiamano tutti – abbiamo riproposto lo stesso format che utilizziamo da anni quando andiamo nella Silicon Valley, visitando alcune realtà e al tempo stesso incontrando imprenditori italiani che vivono sul posto. Questo ci permette di conoscere quali sono le difficoltà che hanno trovato, come le hanno risolte e quali sono le opportunità”.

Un ruolo centrale nell’organizzazione lo ha avuto l’Unione degli Industriali varesina. “Dalla TechMission in Cina – commentano dall’Associazione – sono emersi moltissimi spunti su cui riflette-re, a partire dalla grande attenzione per l’innovazione, che coinvolge tutto il Paese, sia le grandi realtà industriali, sia quelle più piccole. La visione unitaria che il sistema cinese dimostra di avere incoraggia la rivoluzione digitale; i cambiamenti sono quotidiani così come le opportunità per le imprese. La Cina è ovviamente anche un nostro competitor, ma la nostra industria possiede tutti gli elementi necessari per migliorare i propri risultati”. Un’altra realtà che ha preso parte alla TechMission con quattro persone è stata la PreventPcb Srl, azienda di Vergiate che commercializza circuiti stampati. “È la seconda volta che partecipo a una TechMission – racconta Gaia Camilla Spaiardi –. Mi ha lasciato una forte curiosità verso le differenze culturali presenti tra questi due Paesi. La Cina è molto avanti, ma noi abbiamo molto da dare”.

Per Roberto Spaiardi, IT della PreventPcb, è chiaro quanto conti la pianificazione dello sviluppo: “Qui abbiamo visto che tutti si muovono con un progetto ben preciso, con lo Stato che aiuta le aziende. Venendo qui si capisce che niente è casuale”. Samuele Astuti, un altro dei veterani delle missioni, sottolinea che “la Cina continua a cambiare di mese in mese, di giorno in giorno e noi dobbiamo interrogarci su come confrontarci e cosa mettere in campo per le opportunità che ci offre questo Paese”. Vittorio Ballerio, Ceo della Banks Srl, azienda con sede a Casale Litta che si occupa di produzione e assemblaggio di dispositivi elettronici, evidenzia che “la visita in Cina è sempre interessante, ma anche stupefacente e ci fa capire quanto la nostra nazione deve far comprendere la difficoltà che gli imprenditori devono affrontare per competere in questo mondo”. Carlo Del Grande, Ceo di B.D.G. EL. Srl, impresa con sede a Bardello, che si occupa della fabbricazione di apparecchiature elettriche ed elettroniche per l’avviamento e la protezione di motori elettrici, riflette su alcuni precedenti storici. “I romani andavano in Grecia, gli inglesi visitavano l’Italia, gli europei devono andare in Cina, perché è l’unico modo affinché il continente possa trovare nel confronto le opportunità che esistono”, conclude l’imprenditore.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 settembre 2019
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