A Nature Urbane il percorso della fame di Annagaia

A Nature Urbane l'attrice, laureata in filosofia e protagonista della «Tv delle ragazze 2018», ha convinto la platea del festival con un monologo che ha ricordato anche Dario Fo

Nature Urbane 2019 - le foto delle giornate

È entrata in scena mangiando una mela e ha continuato a mangiare per tutto lo spettacolo: focaccia, popcorn, parole, ricordi, paure, speranze. Annagaia Marchioro è piaciuta alla platea del festival Nature Urbane il 25 settembre ai Giardini Estensi di Varese, con il suo insolito monologo «Fame mia – Una questione di biologia. Dal veganesimo ai buchi neri», applaudito da un centinaio di persone. Un titolo un po’ furbo per un testo ispirato alla «Biografia della fame» di Amélie Nothomb, con momenti convincenti e altri più modesti, ma con un alto contenuto di verità, ben dosata anche grazie alla regia di Serena Sinigaglia.

L’attrice, laureata in filosofia e protagonista della «Tv delle ragazze 2018», ha esordito dicendo che avrebbe parlato della natura umana e della bellezza come pratica interiore. E ha raccontato la vita di una bambina, ragazza e poi donna in lotta dalla nascita con le sue rotondità: «Io ho sempre fame, non conosco sazietà: se sono felice mangio, se sono triste mangio. Mangio e continuo ad aver fame». Quella descritta da Marchioro è una sindrome nota, che a un certo punto dello spettacolo inverte la rotta e precipita nell’anoressia, per poi risalire e riscendere ancora…

Intorno alla protagonista, sola in scena con una sedia e null’altro, molte figure femminili ben delineate con cambi di voce, di toni, di dialetti: la mamma salutista, la nonna veneta tormentata dal colesterolo, il pranzo della domenica, il fritto napoletano a casa della procace amica delle medie, le suore, l’étoile Svetlana che la stronca dicendole che è meglio che faccia lotta libera anziché la ballerina, le vecchie vedove della «compagnia della maglina».

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Tra storie di famiglie italiane in cui riconosciamo il nostro passato recente, sul palco vediamo crescere Annagaia di anni e di taglie. Fino a che non arriva la prima figura maschile, non proprio positiva: un bel ragazzo palestrato che lei incontra in piscina, dove vorrebbe smaltire i chili di troppo. Si innamora e si vede più brutta che mai, ha improvvisamente «fame di una catastrofe».

E la catastrofe arriva: «A 17 anni peso 43 chili e i capelli mi cadono a ciocche… A 18 anni sento un rombo costante nel cervello, sento la mia vita che se ne va. Ma il mio corpo si alza, barcolla, va in cucina e mangia». Ad Annagaia torna la fame, una fame enorme, ma questa volta di vita, di musica, di teatro, di luce, di tregua. Una fame enorme che l’attrice descrive anche con un celato omaggio a Dario Fo: quella che recita, molto bene, adattandola a sé, è la famosissima scena della Fame dello Zanni del «Mistero buffo», il testo più famoso del Premio Nobel luinese, scritto giusto 50 anni fa.

Il cartellone teatrale diretto da Silvia Priori nell’ambito del festival Nature Urbane propone altri quattro spettacoli, tutti ad ingresso gratuito. Alle 18.30 giovedì 26 settembre alla fontana dei Giardini Estensi c’è Moni Ovadia con «Ponti», reading dall’enciclica di Papa Francesco Laudato sì e da brani di Ivo Andric; venerdì 27 settembre nel cortile d’onore dei Giardini «Terra» di e con Lucilla Giagnoni; sabato 28 settembre nel parco di Villa Mirabello «Di albero in albero», un reading di Paolo Hendel da brani tratti da Italo Calvino. Gran finale con «Meraviglia a Varese – Sonics», spettacolo di acrobazie aeree, macchine sceniche e performance atletiche creato e diretto da Alessandro Pietrolini: domenica 29 settembre alle 21 alla fontana dei Giardini (sempre gratuito ma meglio prenotare, in caso di pioggia Teatro Apollonio).

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Pubblicato il 26 settembre 2019
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