Circolo di Capolago, incendio prescritto, non vi fu estorsione

La decisione del collegio scagiona i due imputati per estorsione legata a un giro di droga. Scaduti i tempi per il rogo

repertorio tribunale varese

Il fatto, l’incendio del Circolo di Capolago, è prescritto. Il movente ipotizzato, invece, – la missione punitiva per non aver accettato lo spaccio di droga nel locale legata ad una tentata estorsione – non c’è, poiché i due varesini a processo per i fatti del 25 aprile 2011 sono stati assolti dal reato di estorsione dai giudici del Collegio di Varese.

Viene posta dunque la parola fine a una vicenda di parecchi anni fa partita come attentato dal sapore politico, poi derubricata a faccenda di microcriminalità nata in ambienti di piccolo cabotaggio affini allo spaccio locale, accusa poi di fatto caduta: dalle intercettazioni emerse che i due non avevano neppure la “roba” da piazzare a ipotetici clienti.

Nelle scorse udienze, infatti, vennero escussi i testimoni della Digos che inizialmente indagarono su quell’incendio strano, in un luogo considerato come la culla della nascente Lega, posto di ritrovo della “prima guardia” del Carroccio.

Ma poi le indagini si indirizzarono verso altro.

Vennero acquisiti i filmati di due persone che acquistarono combustibile e bombolette di gas da campeggio in un’area di servizio dell’autostrada, componenti poi trovati sul posto. Ma i tempi che la legge si è data per perseguire il reato di incendio non sono bastati e quindi il reato è prescritto, come già preconizzato nelle precedenti udienze.

I due imputati, difesi dall’avvocato Corrado Viazzo, sono stati dunque assolti dal reato di tentata estorsione.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2019
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