Dalla rete dei mecenati la possibile spinta per l’innovazione

È stato un successo annunciato quello che ha premiato il simposio "Sinfonie d'intenti" che si è tenuto al Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano

Convegno mecenatismo Lugano 18 ottobre 2019 - Elisa Bortoluzzi Dubach

È stato un successo la giornata di studio, diretta per la sua parte scientifica da Elisa Bortoluzzi Dubach che si è tenuta venerdì 18 ottobre al Conservatorio della Svizzera italiana di Lugano. 

Oltre 250 persone, ma molti non hanno trovato posto, hanno preso parte all’incontro che la docente universitaria e consulente di relazioni pubbliche, sponsorizzazioni e fondazioni. I partecipanti sono arrivati dalla Svizzera, dall’Italia ma anche da molte nazioni europee ed extraeuropee come il Venezuela, la Spagna, la Russia, la Romania, la Francia.

Ha colpito innanzitutto l’innovativo format, che ha offerto loro la possibilità concreta di entrare in contatto diretto con un mecenate musicale, di raccogliere nuove idee per trovare fondi, e di stabilire un network reale con personalità di solito irraggiungibili.

Dalle affermazioni dei partecipanti, raccolte a termine della giornata, è emerso quanto questa sia risultata interessante e istruttiva, sia dal punto di vista professionale, sia da quello umano, grazie alla scelta azzeccata dei relatori, le cui personalità hanno reso sempre viva l’esposizione dei vari temi affrontati e l’esperienza delle loro storie personali.

Il simposio si è focalizzato sulle tecniche più efficaci da utilizzare per condurre una relazione di successo con un mecenate musicale, proponendo una nuova riflessione sulle sfide che il sostegno privato, fenomeno in piena espansione, deve affrontare nel mutato contesto contemporaneo.

A tal proposito, Mariacristina Cedrini, Senior Advisor&Comitato di Gestione Fondazione Bracco, ha portato all’attenzione dei partecipanti l’esperienza della Fondazione Bracco, storia di mecenatismo di ben quattro generazioni della famiglia Bracco. «Partendo da una filantropia più ad personam o one to one, a una filantropia illuminata del fondatore, sino ad arrivare oggi alla filantropia strategica, che ha questa accezione per la valenza che la capacità di analisi di contesto, per gli obiettivi fissati di medio e lungo termine e intaccando quindi anche l’area di progettualità ma soprattutto quella della misurabilità».

«La giornata del 18 ottobre – ha affermato in fasi di commento, Elisa Bortoluzzi Dubach – ha dimostrato che basta creare l’occasione perché si sviluppi una formidabile energia, nuove idee e intuizioni, progetti e proposte. Il futuro sta nella grande opportunità dei mecenati di fare rete e diventare motori di innovazione».

«È evidente – ha proseguito Elisa Bortoluzzi Dubach – che al di là di soluzioni tecniche e politiche che agiscano per dar slancio a e conservare l’enorme patrimonio a nostra disposizione, abbiamo bisogno di una nuova cultura che favorisca l’incontro fra musicisti e mecenati. Occorre dunque che gli artisti si convincano a mettere in atto una rivoluzione copernicana che sposti il centro di gravità dell’agire nei confronti dei
mecenati, facendo perno, paradossalmente, sull’offrire invece che sul chiedere».

Dal canto suo, Christoph Brenner, direttore del Conservatorio della Svizzera italiana, ha dichiarato che «è stata una giornata in cui, grazie alla forza trainante della musica, voci diverse si sono unite in un condiviso slancio carico di futuro, uno straordinario momento di apprendimento, ricerca e networking che ha offerto ai partecipanti la possibilità di orientarsi nel settore ed elaborare una propria lista di
potenziali mecenati di riferimento».
«Mi auguro – ha proseguito Christoph Brenner – che, grazie alle indicazioni pratiche che il simposio ha fornito, gli artisti presenti possano ben presto instaurare una relazione positiva con un mecenate per dare corpo ai loro progetti e ai loro sogni».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2019
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