Banfi: “Consiglio comunale il 28 dicembre, scelta infelice”

Francesco Banfi, consigliere comunale indipendente, attacca la scelta della maggioranza di convocare il consiglio comunale il 28 dicembre

Generico 2018

La convocazione del consiglio comunale al 28 dicembre proprio non piace alle minoranze saronnesi. Dopo Franco Casali di Tu@ Saronno e Alfonso Indelicato, anche Francesco Banfi, consigliere comunale indipendente attacca la scelta della maggioranza

L’infelice convocazione del consiglio comunale nella data del 28 dicembre ha dietro sè problematiche rese note ad ottobre durante una conferenza dei capogruppo straordinaria.
Innanzitutto, per evitare di dover ricorrere a limitazioni -pur temporanee- nell’uso delle risorse finanziarie, il bilancio di previsione va adottato prima del 31 dicembre: l’amministrazione Fagioli ha perciò lavorato per produrre per tempo la documentazione necessaria; i documenti devono essere redatti almeno sessanta giorni prima della data della seduta del consiglio. Quest’anno si è però registrato un ritardo nella consegna degli atti attribuibile alla ragioneria comunale che ha portato ad avere come uniche date utili dal 23 dicembre in avanti, il che significa, scartate le festività: il 23, 27, 28 e 29 dicembre, calcolando la potenziale necessità di una seconda seduta il 30 dicembre.
Da parte della maggioranza la scelta della data è stata -immagino- determinata dalla legittima necessità politica di garantire i propri numeri con la presenza certa dei consiglieri di Lega e Forza Italia in un periodo di festa.
Come detto, l’idea della data era stata resa nota ad ottobre, ma non per tutti i consiglieri di opposizione è stato possibile spostare eventuali partenze già fissate da tempo: le assenze dell’opposizione sono la prima difficoltà legata alla scelta della data che si traduce in una mancanza di dibattito politico non determinata dagli attori all’opposizione.
La seconda difficoltà è, vista l’importanza dei temi trattati e la seduta aperta al pubblico, la non così diretta garanzia di dialogo con i cittadini che, sempre a causa del periodo festivo, non fa certo bene alla necessaria trasparenza e al servizio al bene comune.
Oltre a ciò l‘orario non è felice: si sarebbe forse potuto scegliere di iniziare in mattinata così da proseguire i lavori nel pomeriggio ed evitare una seconda chiamata.

Tuttavia, voglio credere che non vi sia stata una volontà di censura nè di apporre un possibile bavaglio alle opposizioni: c’è obbiettivamente stata una difficoltà tecnica che ha praticamente costretto la scelta della data.

Credo che però occorra aprire una riflessione sui motivi dietro al ritardo nella costruzione e consegna dei documenti: la ragioneria comunale, a fronte di pensionamenti e trasferimenti, è in forte difficoltà di personale e non riesce ad ottemperare alle scadenze. Il fatto è noto al punto che l’amministrazione Fagioli recentemente lo ha messo nero su bianco in due delibere di giunta (91 del 4 giugno 2019 e 150 del 24 settembre 2019) con le quali stessa giunta comunale ha comunque votato favorevolmente una convenzione con altro ente comunale per la condivisione a tempo parziale del funzionario responsabile dell’ufficio ragioneria.
Il vero quadro, restituitoci dagli atti amministrativi, è quello di una ragioneria comunale con personale numericamente inadeguato e l’amministrazione Fagioli, conscia di e nonostante ciò, decide di condividere il funzionario responsabile: davvero ci stupiamo di un ritardo nella creazione e consegna di alcuni importanti documenti?

È quindi possibile dire che in parte è la stessa amministrazione ad aver creato il quadro che ha portato il ritardo che ha pressochè costretto la scelta del 28 dicembre per la convocazione del consiglio comunale.

Occorre riflettere seriamente attorno ai fabbisogni di personale dell’ente comunale: non di sola polizia locale si vive e il bando per i cinque livelli C non è sufficiente in quanto a soffrire carenze non è la sola ragioneria.
L’insufficienza numerica del personale dell’ente è un problema con cui la prossima amministrazione dovrà raffrontarsi: ne andrà della capacità di fornire non solo la regolare attività amministrativa, la trasparenza e il dialogo necessari, ma addirittura i servizi.
Sono passi che andrebbero pianificati al di là dell’espressione politica degli amministratori pro tempore: per ora l’amministrazione Fagioli ha fatto un passo falso che in questa vicenda possiamo tutti vedere e toccare con mano.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 19 Dicembre 2019
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