“Finché c’è carta e inchiostri c’è speranza”

Le memorie dello scrittore ebreo Guido Lopez rivivono nelle pagine del suo libro, presentate a Maccagno dal figlio Fabio

Avarie

Sabato 15 febbraio 2020 alle ore 16.30, nei locali comunali del Punto di Incontro di via Valsecchi 21 a Maccagno, Fabio Lopez presenterà il libro del padre Guido dal titolo “Finché c’è carta e inchiostri c’è speranza. Dalle leggi razziali al dopoguerra: memorie di uno scrittore ebreo”, edito con i tipi di Mursia Editore.

Una raccolta di scritti, uno spaccato di vita che abbraccia gli anni Trenta fino agli Ottanta del secolo scorso. Dalla fuga in Svizzera all’esilio al ritorno in Italia, in qualità di capo ufficio stampa della Mondadori, a quell’epoca il centro dell’editoria e del giornalismo per
eccellenza.

Nella redazione transitavano i maggiori rappresentanti della letteratura internazionale come Hernest Hemingway, Thomas Mann, oltre a Elio Vittorini, Marino Moretti, Enzo Bettiza, Eugenio Montale. Tutti personaggi che Lopez incontrò e con i quali lavorò.

Pagine di vita intense, commoventi ma anche velate di quella ironia propria del popolo ebraico ereditata senza dubbio dal padre Sabatino (1867-1951), drammaturgo, critico letterario e docente.

Anche Maccagno con Pino e Veddasca e tutto il territorio che circonda questo grande Comune ha un legame strettissimo con le vicende che riguardano la persecuzione degli ebrei. In particolare, spiccano due figure di primo piano: il Maresciallo Enrico Sibona e,
appunto, Guido Lopez.

Ma andiamo con ordine. Il Maresciallo Sibona prestò servizio presso la Caserma dei Carabinieri a Maccagno, dal 1939 al 1946.
La sua coscienza e il suo grandissimo senso del dovere lo portarono a nascondere dalla furia nazista alcuni ebrei, salvandoli dalla deportazione. Gesto che gli costò caro, in quanto venne lui stesso internato nei campi di concentramento in Germania e in Cecoslovacchia.

Tra coloro che a Maccagno furono aiutati da quel valoroso Sottufficiale dell’Arma nel 1943, c’era anche Guido Lopez.
Il 27 gennaio 2007 l’ex Comune di Maccagno conferì la cittadinanza onoraria al Maresciallo dei Carabinieri, già insignito dell’alta onorificenza “Giusto tra le Nazioni” dall’Istituto Yad Vashem di Gerusalemme il 4 ottobre 1992, grazie alla deposizione di Bianca Lopez Nunes (omonima di Guido ma non sua partente), un’altra protagonista delle vicende maccagnesi. Bianca e Guido erano presenti a quella manifestazione.

In un’epoca come la nostra nella quale, purtroppo, c’è ancora chi si schiera contro la Senatrice Liliana Segre, mentre si ripetono episodi di razzismo e intolleranza ovunque, è un preciso dovere di una pubblica Amministrazione continuare a portare avanti a testa alta la testimonianza di chi, direttamente o attraverso i propri parenti, ha vissuto quegli anni e ha pagato sulla propria pelle il dramma della Shoah.

E proprio per rinsaldare e tenere vivo il ricordo, con il Sindaco Fabio Passera saranno presenti, al Punto d’Incontro, anche la Presidente Provinciale di ANPI Varese Ester Maria De Tomasi, e Sandro Lopez Nunes, fratello di Bianca e testimone oculare di quei tragici eventi.
Sarà un’importante occasione, questa di sabato 15 febbraio 2020, per parlare, ancora una volta, di quello che la Memoria storica ci ha consegnato. Un periodo che nessuno potrà cancellare, dove la follia umana ha scatenato un orrore senza fine. Per non dimenticare.
L’ingresso è libero.

(a cura di Costanza Guerri)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 gennaio 2020
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