Idee per il dopo Covid? “A Jerago con Orago si tagliano piante”

La lista civica Jerago Orago di Tutti, il Pd e le associazioni ambientaliste criticano il taglio dei platani di via Milano deciso dall'amministrazione comunale.

Abbattimento platani Orago

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato sull’abbattimento dei platani di via Milano a Orago: il comunicato è firmato dalle forze politiche locali e da due associazioni ambientaliste

 

Per realizzare il collegamento ciclopedonale tra il ponte di via Milano e la stazione ferroviaria l’amministrazione comunale di Jerago con Orago ha abbattuto un iconico viale, un filare di 33 platani alberato che rappresenta un valore ambientale, storico e paesaggistico per la nostra comunità. 

Oggi l’amministrazione comunale ha iniziato l’esecuzione sommaria di uno degli ultimi viali alberati – con 33 platani quasi secolari – del nostro comune. Un intervento che impone un prezzo ambientale inaccettabile che pone illogicamente in contrapposizione la sicurezza e la tutela del nostro patrimonio ambientale.

Non abbiamo mai messo in discussione la necessità di garantire la sicurezza dei pedoni ma è assurdo vedere gli imprescindibili bisogni di sicurezza e tutela ambientale come alternativi, entrambe queste necessità dovevano essere soddisfatte. Avevamo chiesto un confronto su modalità alternative meno invasive, più ecologiche ed economiche che permettessero di conciliare entrambe, ma ancora una volta non c’è stato. 

Anzi alla celerità dimostrata nell’abbattere le piante non è corrisposta la stessa solerzia nel considerare le istanze a tutela degli alberi, espresse dalle minoranze e dal Comitato 33 platani, con una richiesta di accesso agli atti di inizio febbraio ancora senza risposta.

 

 Nella ripartenza dopo l’emergenza sanitaria degli ultimi mesi viene largamente riconosciuta l’importanza di mettere al centro la sostenibilità ambientale. La mobilità sostenibile è stata riconosciuta come priorità anche attraverso la modifica del codice della strada per facilitare la creazione di piste ciclabili anche in situazioni in cui lo spazio è limitato. È davvero il colmo che invece di considerare alternative e nuove possibilità la priorità dell’amministrazione proprio nella realizzazione di una pista ciclabile sia stata quella di danneggiare irreparabilmente l’ambiente, in fretta e furia [con una determina di ieri, pubblicata oggi contestualmente all’inizio dei lavori]. Stanno sfrattando i legittimi inquilini che da quasi un secolo davano il benvenuto nel nostro paese per sostituirli con una colata  di cemento, spendendo quasi 20.000€ per distruggere un viale alberato – di cui il Comitato aveva richiesto anche il riconoscimento come monumentale – che non è patrimonio soltanto di tutti gli jeraghesi e oraghesi ma anche delle giovani generazioni a cui la scarsa sensibilità ambientale sta letteralmente rubando il futuro. 

Ci chiediamo anche quale fosse l’urgenza di questo intervento – ritenuto prioritario e  divenuto sembra estremamente urgente nel mezzo dell’emergenza sanitaria da un’amministrazione che ‘governa’ il paese da più di 10 anni e che si appella a un decreto del 1980 – partito oggi [giovedì 28 maggio, ndr] in contemporanea con la pubblicazione della determina datata 27, con uno schieramento di forze imponente pare per finire i lavori in poche ore. In un momento in cui la mobilità è ridotta e la strada è chiusa al traffico automobilistico difficile pensare alla sicurezza dei pedoni. È difficile pensare anche a un intervento urgente per la sicurezza della ferrovia a più di due mesi dal sopralluogo con RFI e dopo quasi un secolo di pacifica convivenza tra piante e binari. Cosa è cambiato improvvisamente in questo periodo? Forse che il Comitato, consiglieri e cittadini potessero tornare a chiedere un confronto democratico con l’allentamento dell’emergenza sanitaria? E perché giustificare l’operazione con il rischio di caduta alberi sulla ferrovia? Come richiamato anche dagli atti stessi dell’amministrazione comunale, RFI annualmente chiede ai Comuni di operarsi per la sicurezza delle piante al confine dei binari. Cosa è cambiato rispetto agli ultimi 12 anni di amministrazione Ginelli-Aliverti se non la scelta di questa maggioranza dello scorso Dicembre di abbattere gli alberi nel modificato progetto della ciclopedonale?

 Prima della sospensione delle attività del Comitato a causa dell’emergenza sanitaria ci eravamo adoperati anche per attivare tutti gli strumenti normativi disponibili a tutela dei nostri alberi. Per questo Tiziana Battisti ha protocollato a inizio Marzo presso il Comune di Jerago con Orago per conto del Comitato la richiesta per il riconoscimento del filare di platani come alberi monumentali, in modo che gli organi preposti ne potessero appurare il  valore storico, culturale, paesaggistico e ambientale. Non lo sapremo mai perchè mentre qualsiasi evoluzione in tal senso era bloccata a causa dell’emergenza, l’amministrazione invece ha premuto sull’acceleratore: la scelta di devastare l’ambiente non si ferma davanti a nulla? Il Comune ha comunicato come suo dovere la nostra segnalazione in Regione? 

Non è una questione di fanatismo ambientalista – non che ci si debba vergognare di un forte impegno a tutela del nostro pianeta sempre più in crisi – ma è una responsabilità necessaria e conclamata da evidenze scientifiche ormai ampiamente riconosciute. Per questo non c’è un solo ma almeno dieci buoni motivi per tutelare alberi con questi caratteristiche: producono ossigeno; puliscono l’aria; puliscono l’acqua; sono alleati del clima; sono alleati del suolo; aumentano la biodiversità; proteggono dai rumori; sostengono l’economia; contribuiscono al benessere psico-fisico dell’uomo e sono la nostra memoria storica. 

Matilde Ceron, Consigliera Comunale Jerago Orago di Tutti

Tiziana Battisti, Portavoce Commitato 33 Platani

Valentina Minazzi, Presidente Legambiente Varese

Massimo Barone, Segretario PD Jerago Orago Cavaria Premezzo

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 maggio 2020
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