Quantcast

Un calzolaio di Ispra premiato dagli artigiani olandesi

Simone (Tommy) Vibaldi del calzaturificio Sandaloon di Ispra si è qualificato nella categoria d'argento della "European trade competition for schoenmakers" organizzata dall'Associazione olandese calzolai

simone vibaldi

Per molti calzolai è un evento imperdibile, capace ogni anno di attirare in Olanda artigiani da tutta Europa pronti a sfidarsi attraverso la qualità delle loro creazioni. L’edizione 2020 della “European trade competition for schoenmakers” organizzata dall’Associazione olandese calzolai tra i suoi partecipanti ha avuto anche Simone (Tommy) Vibaldi: titolare del calzaturificio artigianale Sandaloon di Ispra. Grazie al suo paio di scarpe realizzate a mano, Simone è riuscito a qualificarsi nella categoria d’argento (la seconda in classifica).

Il concorso ogni anno si articola in due categorie principali: una dedicata alla produzione di un paio di scarpe a partire dai materiali di base, e l’altra rivolta alla riparazione. I risultati della gara si sarebbero dovuti conoscere il 27 settembre durante la consueta “cena dei calzolai” che ogni anno si tiene in Olanda, ma a causa del nuovo aumento dei casi di Coronavirus gli organizzatori hanno deciso di annullarla e comunicare i risultati on-line.

«È la prima volta – racconta Simone Vibaldi – che partecipo a questo concorso. La decisione di iscrivermi alla competizione è arrivata un po’ per caso. Dopo aver realizzato il paio di scarpe l’ho dovuto inviare in Olanda insieme a un documento per certificare che le calzature fossero state realizzate interamente da me. Le scarpe sono poi state valutate da una giuria in base al modello, alla qualità dei materiali, e alla rifinitura».

Alla fine gli esperti dell’associazione olandese hanno deciso di premiare le scarpe di Simone con un punteggio di 175, un ottimo risultato, che porta soddisfazione soprattutto in un periodo così difficile per le piccole attività. «Ho iniziato – spiega Simone – l’attività di calzolaio a Torino 12 anni fa per poi trasferirmi a Ispra sul Lago Maggiore nel 2013. Negli ultimi anni il lavoro del calzolaio si è trasformato moltissimo, a partire dalle materie prime. Al posto della pelle e del cuoio, ora si utilizza di più la gomma insieme ad altri materiali sintetici».

Ma forse l’aspetto che ha subito più trasformazioni nell’ultimo periodo è il modo stesso di fare business. «Il passaparola – precisa Simone – è ancora un buon modo per trovare nuovi clienti, ma nei piccoli centri come Ispra è necessario allargarsi e essere presente sul web è fondamentale. Sto modificando il sito della bottega col progetto di avviare anche un e-commerce».

«Nel futuro comunque – aggiunge Simone – ci sono ancora tanti punti interrogativi. La diffusione di una mentalità più orientata al consumismo ha ridotto anche il numero di persone che portano le scarpe a riparare, visto che spesso è più conveniente sostituirle. Esistono però ancora molti clienti che preferiscono puntare sulla qualità».

Nonostante tutto, però, essere un’attività di piccole dimensioni può avere anche i sui aspetti positivi. «Nella mia bottega lavoro da solo – spiega Simone – e questo mi ha permesso di resistere meglio allo stop causato dal Coronavirus. Avere un’attività propria ed essere indipendente mi ha dato alcuni vantaggi rispetto a diversi calzolai all’interno dei centri commerciali, che non sono più riusciti a rialzarsi dopo l’emergenza».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 settembre 2020
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore