Scuole chiuse e i nidi aperti: “Con quale logica?”

La lettera al direttore di VareseNews di un educatore della provincia, che pone domande e riflette sulla situazione in cui vertono le scuole e gli asili nido

bambini scuola elementare generica
Buongiorno direttore,
Sono un educatore di un asilo nido della provincia di Varese. Per ragioni di privacy resterò anonimo, ma vorrei che la mia voce fosse la voce di ogni educatrice e di ogni educatore che si trova nei miei stessi panni.
Nella nostra regione siamo in zona arancione rafforzato e non rossa, ciò implica la chiusura di tutte le scuole di ogni ordine e grado tranne che per gli asili nido, micro nidi e sezioni primavera. Gli alunni di tutta la Lombardia sono a casa in DAD, con genitori costretti a casa in congedo parentale, i bambini del nido possono invece frequentare senza alcun tipo di problema come se per loro e per le loro educatrici il virus fosse ininfluente.
Mi chiedo quale logica venga applicata nella decisione di tenere aperti gli asili nido e chiuse invece tutte le altre scuole le quali per la maggiore rispettano rigorosamente i protocolli di sicurezza, l’uso di mascherine, distanziamento, turnazioni: protocolli che negli asili nido è impossibile applicare sulla fascia 0-3. Si sa infatti che i bambini così piccoli hanno costantemente bisogno del contatto fisico, il bisogno di attaccamento implica che le educatrici debbano attenersi ad un approccio diretto nel quale è previsto il contatto stretto.
Si sa inoltre che i bambini sotto i sei anni non indossano mascherine, inoltre usando ciucci è facile che li scambino con i compagnetti, mettono in bocca gli oggetti nonché le loro stesse manine con le quali toccano tutte le superfici comprese le stesse educatrici. Inoltre, sappiamo tutti che i bambini così piccoli non sono capaci di soffiarsi il nasino da soli ne tanto meno starnutire dentro un fazzoletto, pertanto ogni loro bisogno avviene liberamente senza alcuna protezione.
È stato dimostrato che i bambini, senza distinzione di età, infettano come ogni altro individuo, pertanto torno a chiedermi: perché i bambini dell’asilo nido possono frequentare, non usando mascherina ne distanziamenti ed invece tutti gli altri bambini devono stare a casa?
L’altra domanda che mi pongo è: perché i bambini degli altri ordini scolastici devono organizzarsi con la didattica digitale integrata e poi i centri commerciali ed i negozi sono tutti aperti? Ovviamente dove vanno gli adolescenti per passare le giornate e per ritrovarsi? I centri commerciali esplodono di ragazzini, però a scuola non ci possono andare, reputo tutto questo assurdo e paradossale.
Vorrei inoltre portare all’occhio un’altra problematica,gli stessi Educatori del nido sono a loro volta genitori, pertanto costretti a casa per seguire i figli con la DAD,ciò implica che molti educatori ed educatrici debbano richiedere il congedo parentale pertanto negli asili nido per un effetto a catena manca il personale.
A parlarvi in questo articolo è un padre, nonché un educatore attualmente positivo perché contagiato da un bambino del nido, vorrei fare da portavoce per la nostra categoria che è stata dimenticata, perché ritenuti immuni al Covid. Oggi sono qui per ricordare che anche gli educatori meritano di essere ascoltati e tutelati non solo in campo vaccinale ma anche e soprattutto in questa fase critica dove le varianti partono proprio dai più piccoli dove il virus si trasmette con estrema facilità e rapidità e dove non vi è l’uso dei dispositivi di protezione individuale, se non per il solo personale, il quale viene ugualmente infettato. Spero che le mie parole possano arrivare ai piani, alti facendo riflettere sulla situazione attuale, paradossale ed assurda.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 07 Marzo 2021
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