Consorzio Abitare, nuovo Presidente e Consiglio di Amministrazione per le sfide future

Mauro Frangi lascia la presidenza del Consorzio dopo 17 anni, passando il testimone a Patrizio Tambini, vice Presidente di Confcooperative Insubria

consorzio abitare Bruno Rampoldi, Patrizio Tambini (presidente) e Stefano Panzetta

Si è svolta lunedì 2 agosto nella sede di Confcooperative Insubria l’Assemblea dei Soci del Consorzio Abitare che ha approvato il bilancio dell’esercizio ed eletto i nuovi Organi Sociali.

Mauro Frangi – presidente del Consorzio sin dalla sua costituzione nel 2004 – ha passato il testimone a Patrizio Tambini, vice Presidente di Confcooperative Insubria.

«E’ un passaggio programmato – spiega il presidente uscente – e condiviso nell’ambito delle strategie evolutive di Confcooperative Insubria. Ma, soprattutto, è un passaggio che coincide con la chiusura di una fase difficile, quella aperta dalla grande crisi dell’edilizia privata che ha investito l’intero settore e che ha lasciato tanti “morti” sul campo tra le imprese attive in quel settore, e l’apertura di una nuova fase di sviluppo e di rilancio, segnata da caratteristiche ancora più evolutive».

«La costituzione del Consorzio Abitare – prosegue Frangi – e la sua attività hanno rappresentato un fattore decisivo per lo sviluppo di Confcooperative a Como. Insieme ad “Eureka” il consorzio di servizi alle imprese aderenti e a “Solco” (poi diventato “Concerto”), il consorzio delle cooperative sociali, “Abitare” è stato uno dei “tre motori” che ha sostenuto lo sviluppo e la crescita del sistema cooperativo del nostro territorio. Ha contribuito ad affermare il valore del mutualismo come leva e finalità dell’azione economica. Ha mobilitato risorse importanti e generato capacità di soddisfare i bisogni delle persone e delle famiglie e, nel contempo, è stato capace di produrre risorse e ricchezza per l’intero sistema».

«Abbiamo attraversato anni di una crisi durissima del settore dell’edilizia privata – continua Frangi -. Anni che hanno visto il fallimento di molte imprese del settore e che, anche nel mondo cooperativo, hanno desertificato la presenza di strutture consortili come la nostra. Basti pensare che in Lombardia solo il CCL, il consorzio delle cooperative di abitazione milanese, ha saputo superare la crisi e sopravvivere. Ci siamo riusciti non senza fatiche e con un rilevante impegno di risorse umane e finanziarie, mossi dalla volontà di tutelare il valore più grande di cui siamo custodi: la reputazione e la fiducia che centinaia di famiglie comasche hanno riposto nel sistema cooperativo come strumento per soddisfare il proprio bisogno di acquisire una casa in proprietà a costi sostenibili. La grande resilienza mostrata in questi anni di crisi è, anzitutto, la conseguenza delle robuste partnership che Confcooperative Como, prima, e Confcooperative Insubria, poi, hanno saputo generare attorno a questa esperienza: con le Acli e la Compagnia delle Opere di Como, anzitutto, soci fondatori del Consorzio, con le imprese che più ne hanno condiviso l’esperienza, come la cooperativa Edilronago e Piramide Engineering, con il sistema del credito cooperativo. Partnership solide e strutturate che hanno saputo superare difficoltà inedite che l’approvazione del bilancio 2020 insieme certifica e chiude definitivamente. Ma le partnership e il convinto impegno del sistema cooperativo non sarebbero bastati senza la competenza, la passione e lo straordinario impegno di Bruno Rampoldi, direttore del Consorzio dalla sua costituzione, con il quale ho condiviso questi 17 anni di lavoro e che sarà tra i protagonisti del “nuovo inizio” che l’assemblea dei soci ha sancito».

Nuovo inizio la cui conduzione sarà affidata al Consiglio di Amministrazione eletto dall’assemblea e che vedrà: Patrizio Tambini, vice presidente di Confcooperative insubria, come Presidente; Stefano Panzetta, consigliere di Confcooperative Insubria, come vice presidente; Bruno Rampoldi, Direttore del Consorzio sin dalla sua costituzione, nel nuovo e ancor più impegnativo ruolo di Amministratore Delegato.

«Un nuovo Presidente e un nuovo CdA per una nuova stagione di sviluppo – conclude Frangi – che vuole coniugare la tradizionale capacità di soddisfare il bisogno di abitazione di famiglie espressione di ceti popolari e medi con sfide nuove. Come quella di rigenerare spazi e contesti degradati della nostra città, recuperando e riportando a nuova vita aree dismesse. Pensando a progettare luoghi di vita e di relazione e non solo abitazioni. Cercando di contribuire a costruire una qualità dell’abitare che è prima di tutto qualità delle relazioni con le persone e con il tessuto urbano»

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Agosto 2021
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