Via anche don Franco da Induno Olona: “la crisi del clero preoccupa”

Lettera a perta di Emilio Vanoni dopo la notizia del secondo sacerdote che se ne va dal comune nella cintura di Varese

Induno Olona generiche

Due sacerdoti in un colpo solo verranno spostati da Induno Olona ad altre sedi: si tratta di don Stefano e don Franco.

Per quest’ultimo, che diverrà parroco a Cuasso al Monte, abbiamo ricevuto anche una lettera di un parrocchiano, che ha cominciato a scrivere dopo il comunicato firmato dal Vicario Episcopale Monsignor Giuseppe Vegezzi, che annuncia alla Comunità Pastorale di San Carlo che oltre a don Stefano, anche don Franco lascerà Induno Olona per essere nominato parroco a Cuasso al Monte, dopo aver terminato il periodo canonico di servizio, previsto in 9 anni.

«In uno stile molto burocratico, il comunicato fa emergere in tutta la sua drammaticità la crisi per la mancanza di preti che sta vivendo la Chiesa nel terzo millennio, con provvedimenti che alla fine non fanno altro che accentuarne la crisi – spiega Emilio Vanoni – E’ noto infatti, e le gerarchie ecclesiali ne sono a perfetta conoscenza, che dopo appena 9 anni un parroco ha appena avviato il suo progetto pastorale. Tutti infatti sanno che un piano pastorale per essere portato a termine abbisogna di almeno 15 e anche 18 anni. Ma nonostante questo, i provvedimenti burocratici hanno il sopravvento sul cammino pastorale di una Comunità. Queste norme sono dettate da quella consuetudine che un prete non deve avere un rapporto di amicizia e di affetto con la sua comunità, ma deve mantenere un rapporto distaccato, quasi a ritenere pericoloso l’amore di un prete verso i suoi parrocchiani. Il prete deve amare i suo fedeli senza mai conoscerli personalmente! Ma non è questo l’insegnamento dato dal Signore ai suoi discepoli. E così succede che quando perde una pecora del suo gregge, non conoscendola, si dimentica di andarla a cercare, ma aspetta che torni all’ovile da sola».

Ovviamente, spiega Vanoni: «don Franco non sa di questa lettera. Quello che colgo da questa situazione , é un sentimento di sconforto da parte di una Chiesa che preferisce abbandonare le sue pecore al loro destino, piuttosto che rinnovarsi. E se non si rinnova adesso nel mezzo della sua crisi secolare è condannata a non farlo più».

«Mediti quindi la Chiesa sul da farsi, prima che sia troppo tardi. A quel popolo di Dio che ha fatto del silenzio la sua secolare vocazione, sappia che il silenzio ci porta a commettere tutti, il peccato mortale dell’indifferenza. Non credo di poter partecipare alla festa per la loro partenza nonostante la stima e il mio affetto personale per don Franco e don Stefano, perchè non c’è nulla da festeggiare ma solo da preoccuparsi».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 01 Agosto 2021
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