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Tra corti e parchi “segreti”, fa sognare il progetto dello studentato di Biumo

L'incontro nella serata di lunedì 24 gennaio all’auditorium del liceo Musicale di via Garibaldi a Varese: proprio nei luoghi che subiranno una grande trasformazione da questa proposta

Presentazione dello studentato di Biumo

Un progetto che concepisce non solo la ristrutturazione di case ma anche  la creazione di percorsi per vivere il quartiere in un modo diverso, scoprendo corti finora inesplorate, che diventerebbero corridoi all’aria aperta.

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Fa sognare la presentazione del progetto dello studentato di Biumo – in realtà del progetto preliminare, perché questo è al momento lo stato dello studio – che è stata fatta nella serata di lunedì 24 gennaio all’auditorium del liceo Musicale di via Garibaldi a Varese, cioè proprio nei luoghi che subiranno una grande trasformazione da questa proposta.

Tanti i cittadini presenti, oltre al sindaco Davide Galimberti, l’assessore al bilancio Cristina Buzzetti, il direttore dell’Università degli Studi dell’Insubria Marco Cavallotti: mentre sul palco c’erano l’assessore all’urbanistica Andrea Civati e l’architetto Alfonso Femia, il cui studio ha vinto il concorso per la realizzazione del quartiere. Un progetto a cui il Comune è arrivato grazie all’aggiudicazione di un importante bando istituito dalla Regione grazie alle risorse del Cipe.

«Questo progetto vuole favorire una maggiore interazione con la città, al momento carente – spiega Femia – Il quartiere, pregevolissimo dal punto di vista storico, è infatti un punto di incontro tra la valle Olona e il pieno centro della città, ed è a 400 metri massimo da zone fondamentali: il comune, le stazioni, villa Panza».

Presentazione dello studentato di Biumo

La ristrutturazione dei palazzi, che permetteranno la realizzazione di alloggi e parti comuni dello studentato e comprenderanno anche edifici di edilizia popolare nonchè la valorizzazione di corti e parchi, sarà «Realizzata per legare e armonizzare le varie parti del quartiere, non per fare ristrutturazioni fini a se stesse» Ha spiegato l’architetto, che ha svelato anche che il progetto si ispira a veri e propri “monumenti urbanistici”.

«A Genova, dove vivo, c’è una delle vie più belle del mondo – Ha spiegato Femia – Si chiama via Garibaldi e di giorno la si può percorrere da parte a parte senza confini nè regole: perchè vengono aperti i cancelli delle corti delle case che la compongono ed è possibile attraversarle creando dei percorsi alternativi. Senza pensare di riprodurla, è stata questa l’ispirazione che ci ha permesso di concepire percorsi alternativi tra le corti di Biumo».

L’INTERO INCONTRO DI PRESENTAZIONE DELLO STUDENTATO

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 24 Gennaio 2022
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