Quando rivolgersi a un pedagogista
Tale figura “psicologica-comportamentale”, che è una figura educativa storica, esistita da sempre, è oggi molto richiesta
La crescita personale ed intellettuale di un bambino dipende dal programma educativo che adottano i genitori. Essere una mamma o un papà, ma anche un semplice responsabile di un minore, specialmente se bambino/a, indica una grande responsabilità. Nessuno insegna ai genitori come fare i genitori e le situazioni di vita sono diverse o difficili e possono cambiare il modello educativo.
Attualmente c’è una maggiore attenzione ai problemi cognitivi che si hanno da piccoli. Questo perché si è scoperto che sempre più bambini soffrono di dislessia o discalculia. Mentre in passato si usavano gli insegnati di recupero, che all’atto pratico non offrivano un aiuto medico, ma un sostegno, oggi esistono dei validi professionisti.
Un bambino affetto da dislessia non ha bisogno di “tempo” per imparare, ha bisogno di un programma educativo. Nel suo cervello si ha una difficoltà a capire e ricordare simboli e segni. Ecco come mai è più lento nello studio o nello scrivere. Avendo però un programma che sia studiato in base alle sue difficoltà, si educa il cervello in modo da avere poi un soggetto che possa adeguarsi persino ai ritmi di studio dei suoi compagni.
Altre volte sono i genitori che non sono in grado di seguire un bambino che è iperattivo o che ha dei problemi di educazione e studio. Tuttavia non è detto che solo con una ferrea disciplina comportamentale si risolva il problema. In base a quello che avete notato nello studio e a casa potete chiedere il supporto di un pedagogista.
RIVOLGERSI DA QUESTO EDUCATORE, QUANDO?
Tale figura “psicologica-comportamentale”, che è una figura educativa storica, esistita da sempre, è oggi molto richiesta. Le sue principali mansioni sono quelle di dedicarsi ad un’osservazione continua di un bambino/a. la sua osservazione e gli eventuali test permettono di avere una diagnosi chiara su cosa deve fare il genitore per educare e sviluppare le facoltà cognitive del piccino/a.
Infatti è un professionista che si ritrova spesso in asili nido o scuole d’infanzia poi supporta a livello cognitivo, comportamentale, emotivo e sociale i bambini.
Occorre rivolgersi a questo professionista quando è palese che il bambino/a ha problemi a socializzare, non riesce a integrarsi nella classe, ha sbalzi di umore, non parla o spesso rimane muto, non segue le lezioni o i giochi con gli altri bambini. Potete comunque chiedere un parere in ogni momento, se notate qualcosa che non riuscite a capire nel comportamento del piccino/a.
Rispetta il programma educativo
Precisiamo che se questo professionista educatore impone un programma di studi, di giochi e di attività sociali o sportive, i genitori non possono poi non seguirlo. Infatti basta molto poco per far retrocedere il paziente e quindi eliminare i progressi avuti.
Mettiamo caso che si parli di un bambino estremamente timido che ha difficoltà nel parlare con gli altri. Seguendo un programma di socializzazione il genitore non può poi mancare a degli eventi o a unirsi nei giochi che permettono al bambino di esprimersi. Seguire il programma educativo è un impegno, ma potete viverlo come un gioco in modo da avvicinarvi a vostro figlio/a che purtroppo ha tali evidenti problemi.
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