Varese è tra le città più verdi d’Europa

Uno studio di Nature e di JRC su 862 città del continente europeo premia il capoluogo varesino: è tra le sole due realtà dove più della metà dei residenti vive secondo la regola del 3-30-300

Maggio 2021

Una ricerca pubblicata su Nature Communications ha misurato il benessere ambientale di 862 città europee usando un parametro preciso: la regola del 3-30-300, elaborata dall’educatore e ricercatore Cecil Konijnendijk, co-fondatore del Nature-Based Solutions Institute. Il principio stabilisce che ogni abitante dovrebbe avere tre alberi visibili dalla propria finestra, vivere in un quartiere con almeno il 30% di copertura arborea e trovarsi a non più di 300 metri da un parco o area verde accessibile.

I risultati complessivi parlano chiaro: solo il 13,5% dei cittadini europei analizzati vive in condizioni pienamente conformi a questi criteri, mentre il 21% abita in zone che non ne soddisfa nessuno.

In questo panorama sconfortante, Varese emerge come un’eccezione straordinaria. Insieme a Espoo, in Finlandia, è una delle sole due città europee in cui più del 50% della popolazione vive nel pieno rispetto della regola 3-30-300. Un primato che colloca la città lombarda ai vertici assoluti del continente, davanti a capitali come Stoccolma (41%), Helsinki (43%) e Berlino (40%), già considerate modelli di pianificazione urbana sostenibile.

In Italia, così come ben riporta un lavoro di Will, il confronto è ancora più netto. Varese, Reggio Emilia,  Pavia e Perugia guidano la classifica nazionale: in questi centri oltre il 24% degli abitanti vive in quartieri che rispettano i parametri della regola. Al polo opposto, nelle regioni meridionali si concentra la gran parte dei comuni in cui meno del 2% dei residenti ha accesso omogeneo al verde. Un divario che la ricerca definisce «green divide», e che rispecchia in modo quasi speculare gli indici di ricchezza territoriale: là dove il PIL pro capite è più elevato, il verde urbano è più diffuso e accessibile; nelle periferie e nelle aree più povere prevalgono il cemento e l’assenza di natura.

LA RICERCA DI NATURE E I DATI DEL JRC

Lo studio sottolinea che il rispetto complessivo della regola non dipende solo dal punteggio raggiunto nei singoli criteri: una città può eccellere su ciascuno di essi e tuttavia non soddisfare il principio globale, se le aree definite dai tre parametri non coincidono spazialmente. È la distribuzione che conta, non solo la quantità.

Il messaggio degli autori è diretto: la maggior parte delle città europee non riesce ancora a garantire un accesso equo alla natura, e questo si traduce in disuguaglianze concrete, non solo ambientali ma anche sociali ed economiche. La sfida per i prossimi decenni è integrare il verde nella pianificazione urbana in modo sistematico e capillare, raggiungendo anche i quartieri più marginali.

Per Varese, i dati offrono uno spunto raro: essere citate in un’analisi scientifica di portata continentale non come problema da risolvere, ma come modello da studiare. Una reputazione costruita nel tempo attraverso la coesistenza di città e natura, che oggi trova finalmente una misura rigorosa e comparabile a scala europea.

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Marco Giovannelli
marco@varesenews.it

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Pubblicato il 30 Aprile 2026
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