Primo Maggio a Varese: lavoro, diritti e futuro nell’era dell’intelligenza artificiale

Corteo e interventi in centro per la Festa dei lavoratori: sindacati uniti a Varese per chiedere più diritti, sicurezza e salari equi. "Il lavoro non è una variabile tra le altre, ma il fondamento della dignità delle persone e della coesione sociale"

Un Primo Maggio che non è solo celebrazione, ma proposta e mobilitazione. CGIL, CISL e UIL in piazza insieme anche quest’anno a Varese con un messaggio chiaro: rimettere il lavoro al centro, dentro una fase di trasformazione profonda segnata da digitalizzazione, transizione ecologica e intelligenza artificiale.

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Il corteo del Primo maggio a Varese 4 di 18

Il corteo è partito da piazzale Trieste per arrivare in piazza Monte Grappa, dove si sono succeduti gli interventi delle delegate e dei delegati e le conclusioni affidate a Ezio Cigna della CGIL nazionale. Il titolo scelto sintetizza la sfida: “Lavoro dignitoso: contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale”.

Un itinerario diverso dal solito quando il punto di aggregazione iniziale era in piazza Repubblica. La risposta è stata forte e calorosa con un corteo lungo e partecipato. Sul palco poi, accompagnati dalla musica dei Jefferson Cleaners, si sono alternati i rappresentanti delle tre sigle sindacali, espressione di diversi settori del mondo del lavoro: Giulia Co’ (CGIL) – FICCTEM, Flavio Cervellino (CISL) – Filca CISL dei Laghi (edilizia), Maristella Serra (UIL) – UIL Funzione Pubblica e le conclusioni sono arrivate con il discorso di Ezio Cigna della Cgil nazionale.

Il lavoro come fondamento della democrazia

Dalle parole di Cigna è emersa una linea netta: il lavoro non è una variabile tra le altre, ma il fondamento della dignità delle persone e della coesione sociale. Non basta celebrarlo il Primo Maggio: serve costruire condizioni concrete perché sia davvero dignitoso ogni giorno.

Questo significa tenere insieme tutti i pezzi: salario, diritti, sicurezza, salute, futuro e pensioni. Non elementi separati, ma parti di un’unica idea di giustizia sociale.

Primo maggio 2026

Sicurezza e qualità del lavoro

Tra i temi centrali resta quello della sicurezza. I numeri delle morti sul lavoro continuano a rappresentare una ferita aperta. Non si tratta di fatalità, ma di un problema strutturale che richiede più controlli, più prevenzione e una responsabilità diffusa lungo tutta la filiera produttiva.

Accanto alla sicurezza c’è la qualità del lavoro: contrasto alla precarietà, lotta ai contratti “pirata”, riduzione dell’orario e interventi sul potere d’acquisto dei salari, eroso dall’inflazione e da meccanismi come il fiscal drag.

Lavoro povero e nuove disuguaglianze

Uno dei nodi più forti è quello del lavoro povero. Sempre più persone lavorano ma non riescono a vivere dignitosamente. I salari restano fermi mentre il costo della vita cresce, alimentando una frattura sociale evidente.

I lavori non sono tutti uguali. Esistono lavori stabili e precari, tutelati e senza diritti, qualificati e poveri. Ignorare queste differenze significa alimentare disuguaglianze, non ridurle.

Primo maggio 2026

Tecnologia e intelligenza artificiale: governare il cambiamento

La trasformazione tecnologica è al centro della riflessione. L’intelligenza artificiale e la digitalizzazione stanno cambiando il lavoro in profondità, ma la direzione non è neutrale. Il rischio è che il cambiamento venga guidato solo da logiche di profitto: riduzione dei costi, aumento della precarietà, concentrazione dei benefici. Per questo il sindacato rivendica un ruolo forte della contrattazione, per governare l’innovazione e redistribuirne i vantaggi.

La tecnologia deve servire a migliorare il lavoro: più sicurezza, meno fatica, più competenze e una redistribuzione del tempo e della ricchezza.

Sanità, casa e diritti sociali

Il lavoro dignitoso non si esaurisce nel posto di lavoro, il legame tra lavoro e diritti fondamentali è forte. A partire dalla sanità pubblica, sempre più sotto pressione: liste d’attesa lunghe, carenza di personale, difficoltà di accesso. Senza diritto alla salute non esiste lavoro dignitoso.

Poi il tema della casa: sempre più lavoratori faticano a sostenere i costi dell’abitare, soprattutto nelle aree urbane. “Senza casa non c’è lavoro dignitoso”, perché senza stabilità non c’è autonomia né possibilità di costruire un futuro.

Previdenza e giovani

Altro punto cruciale è la previdenza. Il sistema pensionistico riflette le disuguaglianze del lavoro: carriere discontinue e salari bassi producono pensioni povere. Servono correttivi: maggiore flessibilità in uscita, riconoscimento delle differenze tra lavori e una pensione di garanzia per i giovani, spesso intrappolati nella precarietà.

Il lavoro dignitoso “non nasce per caso” e non si crea per decreto: si costruisce con scelte strategiche, investimenti e una visione chiara del modello di sviluppo.

I dati economici, come il calo della produzione industriale negli ultimi mesi, indicano una difficoltà strutturale che va affrontata con politiche attive, non con interventi temporanei.

Primo maggio 2026

Pace, economia globale e lavoro

C’è poi un legame tra lavoro e scenario internazionale. Guerre, tensioni economiche e competizione globale incidono direttamente su salari, occupazione e prospettive delle imprese.

Il messaggio di Cigna è netto: non c’è lavoro senza pace. Dove ci sono conflitti, si comprimono i diritti, si abbassano i salari e si restringono gli spazi democratici.

Un Primo Maggio per cambiare direzione

La manifestazione di Varese si inserisce così in una mobilitazione più ampia per cambiare rotta. Non basta denunciare: serve costruire alternative. Un Paese più giusto è un Paese che investe sul lavoro, che non scarica sui lavoratori i costi delle crisi e che governa le trasformazioni senza aumentare le disuguaglianze.

Il Primo Maggio, quindi, non è solo memoria. È responsabilità e impegno.
E, come ribadito dagli organizzatori, è soprattutto una chiamata all’azione: riportare il lavoro al centro, nei fatti.

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Pubblicato il 01 Maggio 2026
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