Di Francesco (Confapi Varese): «Da sole non basta: per le PMI la risposta è il modello dei cluster»

Dalla transizione digitale a quella ambientale, passando per la sfida del ricambio generazionale. Roberto Di Francesco, ceo di Apiservizi e componente della giunta di presidenza di Confapi Varese, individua nella logica dei cluster la chiave per sostenere le piccole imprese nei percorsi di innovazione e crescita competitiva

Confapi

«Le piccole imprese non possono affrontare da sole le grandi trasformazioni in corso». È da questa convinzione che parte la riflessione di Roberto Di Francesco (nella foto), ceo di Apiservizi, presidente di Confapi Unimatica Varese e componente della giunta di presidenza di Confapi Varese, che individua nel modello dei cluster la strada per sostenere le PMI di fronte alle sfide della transizione digitale, della sostenibilità e del ricambio generazionale.

ACCOMPAGNARE LE PMI NELLA TRANSIZIONE

Ripercorrendo il suo primo mandato alla guida di Apiservizi, Di Francesco ricorda una fase dedicata alla riorganizzazione e al rafforzamento della società. «Abbiamo trovato una realtà che richiedeva un percorso di consolidamento e abbiamo lavorato per rafforzarne credibilità, governance e un modello di gestione fondato su responsabilità, fiducia e correttezza».
Un lavoro che ha posto le basi per la crescita successiva, attraverso il potenziamento dei servizi alle imprese, della formazione finanziata e il rafforzamento del ruolo di Confapi anche ai tavoli nazionali.
Oggi, però, lo scenario è cambiato. L’intelligenza artificiale, la sostenibilità e la Twin Transition, dove la transizione digitale ed ecologica avvengono insieme, impongono un salto di qualità. «Una piccola impresa non ha tempo, competenze tecnologiche e risorse per affrontare da sola questi cambiamenti – spiega il ceo di Apiservizi -. Confapi non deve limitarsi a informare, ma accompagnare concretamente le aziende nel percorso di trasformazione».

IL MODELLO DEI CLUSTER

Per Di Francesco è necessario superare una visione fondata esclusivamente sulle filiere produttive. «La filiera ruota attorno al grande capofila. Il cluster, invece, è un ecosistema nel quale imprese, banche, università, centri di ricerca e istituzioni collaborano per un obiettivo comune, mantenendo ciascuno la propria identità».
È un modello che risponde meglio alla struttura produttiva italiana, composta prevalentemente da micro e piccole imprese. Aziende con pochi dipendenti difficilmente possono sostenere da sole investimenti in intelligenza artificiale, cybersecurity o innovazione. «Solo aggregandosi queste tecnologie possono trasformarsi in un vero fattore di competitività».
Confapi Varese ha già avviato questo percorso con incontri dedicati all’intelligenza artificiale, alla sicurezza informatica e alla sostenibilità. Il passo successivo sarà costruire strumenti operativi capaci di accompagnare le imprese e Confapi «deve diventare un acceleratore del cambiamento» sottolinea il ceo di Apiservizi.

LAVORO E RICAMBIO GENERAZIONALE

Accanto all’innovazione, Di Francesco individua due priorità: la carenza di personale qualificato e il passaggio generazionale. Nei prossimi anni i pensionamenti supereranno di molto i nuovi ingressi nel mercato del lavoro, mentre molte imprese del territorio sono ancora guidate da imprenditori oltre i settant’anni. «Le piccole imprese da sole non ce la fanno. Servono reti, collaborazione con scuole e università e una progettualità condivisa». Per questo Confapi intende promuovere il modello dei cluster anche a livello nazionale, affinché venga riconosciuto nelle politiche industriali e negli strumenti di sostegno alle PMI.

UNA SFIDA CULTURALE

Per Di Francesco la sfida è prima di tutto culturale. Favorire la collaborazione tra imprese significa creare le condizioni per affrontare innovazione, transizione digitale e ricambio generazionale senza lasciare indietro quella parte del sistema produttivo che rappresenta l’ossatura dell’economia italiana.
La visione di Confapi Varese si traduce anche in iniziative concrete sul fronte sociale. Il prossimo 17 settembre, alla Casa Museo Lodovico Pogliaghi del Sacro Monte, l’associazione promuoverà il concerto benefico “Sulle Note di Varese, Rio e il Mondo“, a sostegno della Fondazione AVSI e della Campagna tende. L’iniziativa punta a sostenere i progetti di inclusione e a favorire l’inserimento lavorativo dei giovani attraverso una collaborazione tra il mondo dell’accoglienza, della formazione e le imprese associate a Confapi Varese.

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Michele Mancino
michele.mancino@varesenews.it

Il lettore merita rispetto. Ecco perché racconto i fatti usando un linguaggio democratico, non mi innamoro delle parole, studio tanto e chiedo scusa quando sbaglio.

Pubblicato il 06 Agosto 2026
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