Trasparenza civica e ambientale: la proposta degli Amici della Terra a Palazzo Estense

L'associazione presieduta da Arturo Bortoluzzi suggerisce una sezione tematica e la creazione di un "Registro pubblico delle istanze" per monitorare le proposte presentate al Comune

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Ma Un modello di trasparenza amministrativa più accessibile, meno burocratico e realmente fruibile da parte della cittadinanza. È quanto richiede al Comune di Varese l’associazione ambientalista Amici della Terra Varese ODV, che attraverso una lettera trasmessa martedì 18 agosto al Sindaco, al Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza, all’Assessore all’Ambiente e al Presidente del Consiglio comunale ha avanzato una serie di interventi organizzativi per migliorare l’accesso alle informazioni pubbliche.

L’iniziativa prende le mosse dal dibattito nazionale sui costi e sulle complicazioni legate agli adempimenti meramente formali e richiama il principio del “once-only”, secondo cui le informazioni già presenti nelle banche dati pubbliche non dovrebbero essere inutilmente duplicate, destinando invece maggiori risorse ai servizi per i cittadini. Consultazione organizzata e indicatori di accessibilitàNella nota firmata dal presidente dell’associazione, Arturo Bortoluzzi, l’associazione suggerisce a Palazzo Estense l’adozione di alcuni accorgimenti gestionali: Sezione tematica dedicata: la creazione di un’area denominata “Ambiente e territorio trasparente”, organizzata direttamente per argomenti (verde urbano, alberi, acque, gestione dei rifiuti, PGT e VAS) per facilitare la ricerca e la comprensione dei documenti. Obiettivi nel PIAO: l’inserimento all’interno del Piano Integrato di Attività e Organizzazione di specifici parametri di valutazione per misurare non solo la pubblicazione formale degli atti, ma anche il livello effettivo di accessibilità per il pubblico.

Un Registro pubblico per le proposte delle associazioniAccanto alla riorganizzazione dei dati territoriali, Amici della Terra avanza l’istituzione di uno strumento per dare visibilità alle segnalazioni e alle richieste inviate dagli enti del Terzo Settore. Qualora l’Albo Pretorio non rappresentasse lo strumento adatto, viene proposta la creazione di un “Registro pubblico delle istanze delle associazioni”. Il registro consentirebbe di monitorare l’iter di ogni sollecitazione: dal numero di protocollo all’argomento trattato, dall’ufficio competente incaricato fino allo stato della pratica e all’eventuale risposta o provvedimento adottato dall’Amministrazione, nel rispetto della tutela dei dati personali.

La proposta richiama i principi stabiliti dalla Convenzione di Aarhus sulla partecipazione del pubblico ai processi decisionali in materia ambientale e si conclude con l’invito al Comune a valutare l’avvio di un percorso di sperimentazione condiviso con le realtà civiche del territorio.

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Pubblicato il 18 Agosto 2026
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