Ex Leva, Ispra Cresce e Ispra per Tutti: “Il problema dell’acqua è noto. Perché le opere previste per gestirlo non sono state completate?”
Le opposizioni hanno chiesto all'amministrazione chiarimenti sullo stato delle opere, gli interventi richiesti e se siano state effettuate le verifiche indicate nello studio avviato dopo gli allagamenti
«Nell’area dell’Ex Leva il problema dell’acqua non è stato scoperto dall’attuale Amministrazione: era noto quando è stato previsto il Piano Integrato di Intervento e prevedeva specifiche opere per la gestione delle acque. La vera novità emerge proprio dallo studio commissionato per approfondire le condizioni dell’area destinata anche alla palestra: la situazione attuale risulta in parte difforme dal progetto e alcune delle opere previste non sono complete o pienamente funzionanti. È possibile, allora, che in questi due anni il problema sia peggiorato anche perché l’amministrazione non ha adeguatamente presidiato il completamento e la piena funzionalità di quelle opere?». Così Catia G. Spagnolo, capogruppo di Ispra Cresce, riassume la questione sollevata insieme a Ispra per Tutti.
Nel Consiglio comunale del 20 luglio la sindaca Rosalina Di Spirito aveva riferito che, dopo gli allagamenti verificatisi nell’area nel 2025 e nel 2026, l’amministrazione aveva commissionato uno studio per approfondirne le condizioni idrauliche e idrogeologiche. Gli approfondimenti, aveva spiegato, avevano evidenziato criticità e livelli di rischio tali da imporre ulteriori verifiche prima di assumere decisioni definitive sulla futura palestra.
Dopo aver visionato lo studio, i due gruppi di opposizione sottolineano che il documento non concluda che la palestra non possa essere realizzata. Si tratta infatti di una valutazione preliminare, basata su informazioni che gli stessi tecnici definiscono «essenzialmente qualitative»: per quantificare portate, livelli dell’acqua e rischio sarebbe necessaria una specifica modellazione idraulica, che lo studio indica tra gli ulteriori approfondimenti da effettuare.
Come segnalato dalle opposizioni, lo studio rileva problemi nello svuotamento dell’invaso, non individua i previsti sistemi di limitazione della portata verso il Baragiola, segnala l’ostruzione parziale del colatore e rileva che i riporti di terreno hanno ridotto lo spazio naturalmente disponibile all’espansione delle acque. Tra gli interventi indicati chiede, infatti, di rendere invaso e manufatti «pienamente efficienti e coerenti con il progetto di invarianza idraulica».
«È questo – commentano i consiglieri di minoranza – il cortocircuito che vogliamo chiarire. Lo studio viene richiamato per le criticità che oggi pesano sulla decisione relativa alla palestra, ma ci conferma anche che il rischio era noto, che era stato progettato come gestirlo e che proprio alcune di quelle opere non risultano completate o pienamente funzionanti. Se fossero state completate, mantenute e rese pienamente operative, la situazione sarebbe oggi la stessa? Quanto può avere inciso il modo in cui l’amministrazione ha presidiato in questi due anni l’attuazione del PII?».
Per chiarire questo ulteriore aspetto, Ispra Cresce e Ispra per Tutti hanno presentato una nuova richiesta di chiarimenti all’amministrazione per conoscere lo stato delle opere, le ragioni del loro eventuale mancato completamento, gli interventi richiesti al soggetto attuatore e se siano state effettuate le ulteriori verifiche indicate dallo studio.
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