Non è sbagliato dire che almeno l’Inghilterra era pronta…
Questo disco resterà il loro punto più alto, anche perché Johnson dopo il quarto album se ne andrà
Parlando di pub rock ho sempre detto che si trattava di un fenomeno interessante e di discreto seguito, ma non si parlava di posti alti in classifica. Un’eccezione fu questo disco live dei Dr. Feelgood, il loro terzo dopo Down By The Jetty e Malpractice, che arrivò addirittura al primo posto, anche se solo per una settimana.
La dimensione live era ovviamente molto consona alle band di questo genere, che in un breve tempo avevano accumulato esperienza da veterani. I Feelgood, come altri, usavano anche molte cover: qui troviamo la title track di Solomon Burke, il pezzo iniziale di Chuck Berry, I’m a man di Bo Diddley, gli immancabili Leiber & Stoller, Rufus Thomas, Sonny Boy Williamson e via di questo passo. E l’altra metà dei pezzi composta dal chitarrista Wilko Johnson, vera anima del gruppo.
Questo disco resterà il loro punto più alto, anche perché Johnson dopo il quarto album se ne andrà: ma nel frattempo arriverà il ciclone punk a spazzare via molto di questo movimento, che resterà uno dei più sottovalutati di quegli anni. Rock’n’roll!
Curiosità: a proposito di vendite, Stupidity ha un record che non potrà essere superato: è il primo live ad arrivare al primo posto della classifica UK nella prima settimana di uscita.
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