Capitan smile

A volte basta un sorriso per ritrovare il coraggio, anche quando la paura sembra avere il sopravvento. Una storia di speranza e solidarietà che racconta la forza dei piccoli gesti e di chi sceglie di stare accanto ai bambini nei momenti più difficili

la lettura dei giorni speciali

“La lettura dei giorni speciali”, Giornata mondiale del sorriso. Ci sono giorni che scorrono veloci, quasi senza farsi notare. E poi ci sono giorni speciali, che ci invitano a fermarci, ad ascoltare, a ricordare e, qualche volta, a guardare il mondo con occhi nuovi. Due sabati al mese, due giornate speciali presentate attraverso due racconti. Un appuntamento per scoprire ciò che queste ricorrenze hanno da insegnarci e per trasformare una data sul calendario in un’occasione di incontro e di riflessione.
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La domenica Speranza si alzava presto e preparava la colazione al sacco: un panino al salame e una mela rossa, come quella di Biancaneve, diceva Nico, che amava le fiabe e i supereroi. Poi riponeva con cura in una borsa i cambi della settimana per il suo bambino e nascondeva tra i vestitini un fumetto di Spiderman per strappargli un sorriso.
Prima di prendere la corriera per l’ospedale passava dalla chiesa e rivolgeva una preghiera alla Madonnina del latte, protettrice delle mamme e dei bambini. Aveva fede, solo quella le era rimasta.
Nico, venti chili scarsi, combatteva un nemico invisibile, scoperto per caso dopo una visita medico-sportiva. I linfonodi ingrossati e il pallore del viso non erano sfuggiti al dottore. Speranza aveva ascoltato, impotente, le parole del medico: una sentenza pesante aveva rubato a suo figlio il sogno di entrare nella squadra di calcio dell’oratorio, e forse il futuro.
Ogni giorno ingoiava lacrime che la soffocavano, ma la domenica raccoglieva le forze e indossava un sorriso per Nico, che la aspettava in sala giochi con altri bambini pallidi e glabri come lui.
Il tempo passava e a poco a poco la voglia di giocare svaniva, la volontà di Nico si spegneva e così il sorriso di Speranza.
Un pomeriggio si alzò un improvviso vociare di bimbi: in corridoio c’era un ragazzo con una cesta piena di giocattoli. Aveva folti riccioli neri in contrasto con la carnagione pallida e indossava una maglietta con un grande smile giallo. I bambini lo circondarono per scegliere un regalo. Solo Nico restò in disparte. Il giovane si sedette accanto a lui.
– Ciao come ti chiami?
– Mi chiamo Nico, domani compirò nove anni, ma non voglio festeggiare il mio compleanno in ospedale!
– Se sapessi che luogo magico è questo! Qui i bambini malati diventano supereroi, come Superman, Spiderman… Anch’io sono stato malato, mi sentivo debole. Poi una notte sono diventato un supereroe…
E ora sono Capitan Smile! Il sorriso è il mio potere, sprigionato da questa maglietta.
Incrociò gli occhi e fece un inchino da giullare. Nico scoppiò in una risata.
– La mia missione è aiutare i bambini come te. È un lavoro bellissimo, ma ho bisogno di aiutanti.
– Ti aiuterei, ma non ho i tuoi super poteri…
– Nico, questa sera, ripeti per tre volte il sorriso sarà la mia arma. Qualcosa accadrà!
Il bambino fece come gli era stato detto. Si addormentò e sognò di diventare un supereroe pronto a sconfiggere il male. Al risveglio trovò sulla poltroncina la maglietta di Capitan Smile e un biglietto, Buon compleanno, Nico! La indossò e si sentì subito più forte. Era diventato un vero supereroe!
La domenica successiva la mamma lo trovò che giocava e rideva con gli altri bambini. Le corse incontro e le raccontò ogni cosa: avrebbe portato la sua arma sempre con sé e sarebbe stato invincibile. Speranza questa volta non nascose le lacrime. Erano lacrime di gioia.
Nico la prese per mano. Negli occhi brillava di nuovo il suo sorriso bambino.

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Pubblicato il 03 Ottobre 2026
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