Omicidi satanici, sul caso Molla si attende la decisione del gup
Udienza preliminare per la morte del giovane di Cavaria trovato impiccato nel dicembre 2000. Entro una settimana si saprà la decisione sulla richiesta di archiviare la posizione di Nicola Sapone e Andrea Volpe
Bisognerà attendere ancora una settimana-dieci giorni per conoscere la decisione del gup Luca Labianca in merito alla vicenda di Doriano Molla, il giovane di Cavaria trovato impiccato nella valle del Boia la mattina del 27 dicembre 2000. L’udienza preliminare tenutasi questa mattina presso il tribunale di Busto Arsizio non ha insomma dato risposte certe circa la possibilità di proseguire nell’esame giudiziario della vicenda: il gup si è riservato la decisione se archiviare o meno la posizione di Nicola Sapone e Andrea Volpe, già membri della setta delle Bestie di satana e condannati a pesantissime pene detentive per i relativi delitti. La madre di Doriano Molla, la signora Flaviana Cassetta, dal 2006 si sta battendo perchè venga fatta piena luce, avendo raccolto elementi sospetti che potevano indicare un coinvolgimento degli ambienti della setta nella morte di suo figlio – fin qui giudicata un semplice suicidio. Il sostituto procuratore Massimo Baraldo aveva già archiviato la pratica per mancanza di riscontri quando il gip Luca Labianca ha ordinato la riapertura del fascicolo sulla base delle dichiarazioni rese da Mario Maccione, altro condannato per i delitti della banda, durante un’intervista resa ad un quotidiano nazionale in cui indicava chiaramente Molla come una delle vittime.
«Non ci sono elementi, il fatto è che nessuno degli amici del Molla ha fin qui confermato di aver conosciuto Volpe e Sapone» commenta il legale di Sapone, avvocato Ernesto Sarno. «Tutto è basato sulle dichiarazioni del solo Maccione», che per le difese non sono credibili. A rappresentare Volpe, il "pentito" che con le sue dichiarazioni dopo il delitto Pezzotta fece scoprire gli altri crimini della banda, erano gli avvocati Fulvio Violo e Roberta Rossetti. Ovviamente diversa la visuale di Sergio Zaro, legale della signora Cassetta. «Le difese degli indagati possono sostenere che Maccione sia inattendibile, ma occorre approfondire e sentire gli altri membri del gruppo. È doveroso andare fino in fondo; se poi non emergerà nulla, solo allora si potrà scrivee la parola fine per questa vicenda».
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