Tintoria Magic, “dipendenti senza cassa integrazione dall’estate”
Assemblea per i 28 restanti lavoratori dell'azienda fallita lo scorso dicembre. Il sindacato presenterà un esposto alle autorità
Prosegue la vicenda della tintoria Magic di Borsano. Oggi, sabato 17 gennaio, si sono ritrovati in Camera del Lavoro a Busto Arsizio i 28 dipendenti restanti dell’azienda, fallita con sentenza del tribunale lo scorso 16 dicembre, come riferisce Ernesto Raffaele per la segretaria provinciale di Filtea-Cgil. «Un anno fa» ricorda il sindacalista «erano in 46, quando l’azienda è andata in crisi. Dei 28 oggi rimasti alcuni hanno trovato impieghi ma solo temporanei, rientrando quindi in cassa integrazione straordinaria». E proprio la cassa integrazione è uno dei punti dolenti: «Quei 750 euro circa che in base ad accordi con l’azienda della primavera scorsa dovevano essere versati, sono arrivati sì, ma solo fino ad agosto, poi più nulla. Vi lascio immaginare quale Natale abbiano potuto passare queste persone».
L’assemblea odierna serviva anche ad avvisare i dipendenti dell’azienda, attiva per oltre cinquant’anni, degli effetti del famllimento e di quanto il sindacato sta facendo e farà per tutelarne i diritti acquisiti. «Siamo in contato con il curatore fallimentare, dott. Ravetta, per stabilire quale tipologia di ammortizzatori sociali sia più indicata. Abbiamo consultato i lavoratori, e fra loro la maggioranza preferisce la cassa integrazione straordinaria, anche se c’è chi chiede la mobilità». Infatti vari di loro sono ultracinquantenni e si potrebbe prospettare già lo "scivolo" tramite ammortizzatori verso un possibile prepensionamento. «Il nostro ufficio vertenze» precisa il sindacalista «aiuterà i dipendenti a recuperare il TFR e quei quattro mesi di cigs non ancora percepita».
In assemblea si è anche data lettura di un esposto che, riferisce il sindacalista, «sarà inviato per conoscenza a Guardia di Finanza, Inail, Inps, agenzia delle entrate, ufficio provinciale del lavoro e sezione fallimentare del tribunale». Un esposto basato su documenti «pervenuti anonimamente, ma anche su testimonianze dirette aggiunte anche oggi dai dipendenti», e che riguarderebbe presunte irregolarità nella gestione dei rapporti di lavoro. L’intenzione del sindacato, a questo punto, è di andare al fondo della questione e chiarirne ogni aspetto.
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