Acqua in brocca nelle scuole, marcia indietro del Comune

Le apparecchiature ad osmosi inversa installate a settembre filtravano i sali, ma lasciavano in alcuni casi una carica batterica: rimosse prima ancora di entrare in funzione

Marcia indietro del Comune sui depuratori ad osmosi inversa per l’acqua; quelli installati lo scorso settembre sui rubinetti di scuole materne e asili sono stati rapidamente tolti dopo che le analisi avevano dimostrato come in alcuni casi, oltre a rimuovere molti dei sali naturalmente presenti nell’acqua, lasciassero nella medesima, che dovrebbe essere microbiologicamente pura, un’indesiderata carica batterica. La politica della preferenza accordata all’acqua dei rubinetti rispetto alle minerali in bottiglia, tuttavia, non sarà messa in discussione.

Se ne è discusso mercoledì in commissione cultura, dove tra l’altro si era parlato di Fondazione Blini, ma soprattutto di scuole e delle relative mense. È stato l’assessore alla partita Claudio Fantinati, rispondendo alle perplessità e osservazioni dei commissari, a spiegare l’accaduto. La decisione di installare le "macchinette" per l’osmosi inversa era stata assunta la scorsa primavera, quindi la società che si era aggiudicata l’appalto aveva provveduto. Le strutture comunali hanno però rapidamente accertato che qualcosa non andava nella purezza microbiologica di quanto ne usciva: da qui la marcia indietro. «Le macchinette sono state testate prima di metterle in funzione» si premura di aggiungere oggi l’assessore, «in seguito abbiamo avvisato l’economato del Comune che aveva gestito i passaggi necessari e che ora è in trattativa con la società installatrice». Si spera di non dover arrivare ad un contenzioso.

Il fatto è che sull’acqua osmotizzata c’erano state perplessità e messe in guardia già sei mesi fa, da nostri lettori e da Legambiente. Perplessità che non riguardavano la sanità dell’acqua osmotizzata, ma il suo bilancio elettrolitico. Spiega meglio la questione il consigliere del PD Alessandro Berteotti che lavora per una grossa società di acque minerali: «L’acqua osmotizzata per natura è più vicina a quella distillata che a un’oligominerale. È un’acqua "morta", al più ci puoi cucinare, al massimo ricavare un té, ma non è adatta in genere al consumo umano, meno che mai a quello dei bambini che stanno crescendo: mancando di ioni e di sali minerali in quantità naturali ».
La collega del gruppo misto Marta Tosi  è stata la promotrice della politica dell’acqua in brocca nelle scuole al posto delle bottiglie di minerale, con risparmio economico e ambientale. A suo tempo aveva espresso erplessità per la scelta dei depuratori ad osmosi inversa, ora non fa pesare l’accaduto. «Prendiamo atto che le analisi sono state svolte con tempestività e che si sono presi provvedimenti. L’assessore è stato di parola: gli avevamo chiesto di monitorare con attenzione cosa sarebbe uscito dai rubinetti così modificati, e l’ha fatto».
Ancora Berteotti, il "tecnico" della situazione, torna sull’argomento acqua riguardo proprio i rubinetti. «Bisognerebbe» afferma «far avere l’acqua in brocca alle scuole prelevandola direttamente dai pozzi di Agesp» senza cioè attendere che arrivi ai rubinetti. Un "imbroccamento" in proprio, insomma. Il motivo è presto detto: potrer avere acqua pura prima della clorazione e del passaggio nelle tubature dell’acquedotto. Ciò che esce dal rubinetto è sì buono e sano, ma a occhio meno limpido che nelle falde sotterranee, fra particelle in sospensione.

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Pubblicato il 18 Dicembre 2008
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